Sono intervenuti: Augusto Sainati (critico cinematografico).
Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cinema, Cultura, Film, Torino.
La registrazione audio ha una durata di 4 minuti.
Rubrica
Commissione
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critico cinematografico
Fedele alla fama di scopritore di talenti che lo ha sempre contraddistinto il Torino film Festival che si è concluso ieri sera ha dato ampio spazio al cinema giovane al quale un tempo lo stesso Festival era intitolato
Nel concorso riservato ad autori al loro primo secondo film i due riconoscimenti maggiori sono andati a due opere provenienti da due cinematografie solide e spesso premiate dei festival
Vincitore assoluto ente d'onore il donatore decine se Chivu Zhang già assistente di Zhang Yimou e approdato con questo film alla sua prima Regina
Con uno stile asciutto fatto di dialoghi rarefatti inquadratura di grande rigore compositivo il film racconta la storia di un padre che a causa delle sue condizioni di grande bisogno vendere un rene a un ricco signore impegnato a salvare la sorella malata
Poiché però il trapianto non riesce occorre trovare un nuovo donatore il racconto prende allora una piega inattesa che culmina in un finale drammatico che ovviamente proseguiamo
Allo spettatore italiano la storia evoca a prima vista la vicenda di un celebre film degli anni Sessanta il boom come ed è diretto da Vittorio De Sica interpretata da Alberto Sordi
Tuttavia a differenza dei film italiano che raccontava con l'amaro sarcasmo la cultura del consumo dell'Italia del boom
De Donno rappresenta una vicenda di miseria estrema in cui sono le esigenze primarie come quella di assicurare gli studi al figlio a sostenere la decisione del padre
Si tratta di un'opera coerente e forte che sarà distribuita anche nel mercato italiano
Mi preme speciale della giuria andato invece allo stress e interessi curioso film argentino di Lucas Valente render frutto di una singolare coproduzione austriaco coreano Argentina
Il film segue la storia di Betlemme cameriera di una ricca famiglia borghese che cerca di sfuggire al modo claustrofobico in cui vive con i suoi datori di lavoro integrandosi in una strada comunità di nudisti che vive accanto alla villa dove lei lavora
Il film procede in un trecento di sviluppi la sorpresa alternando toni grotteschi a momenti intensi adesione ironia per raccontare un tema quello della ricerca un po'IP della libertà tipicamente anni settanta
Tra Buñuel nell'America latina una storia condotta sul filo dell'assurdo con un ritmo piacevole e una scrittura intelligente
Altri premi sono andate la migliore attrice Rebecca Hall per il film Christine
E ha migliorato ore il ventenne Nicolas Durand per un altro film latinoamericano il cileno vs
Valtolina film Festival i premi i concorsi non sono tutto
Nel corso dei suoi trentaquattro anni il festival ha costruito la sua identità assorbendo proponendo firma di tutti i tipi
E facendo anzi della eterogeneità il suo marchio dove un caso che la Sezione forse più interessante si in titoli Hemingway analmente festa mobile
Così accanto cioè le per i recuperi come il cult intolleranza i debiti Clearfield realizzato giusto cento anni fa o il restaurato Palombella rossa presentata Nanni Moretti il festival ha proposto un panorama molto variegato
Dalle prove dei grandi maestri come Clint Eastwood che ha presentato il suo recente saldi
A documentare come la felicità umana di Maurizio Zaccaro dalla rivisitazione critica compone ostaggi cade in musica negli anni Sessanta quelli cogenza Pavone Celentano
Hai privi di horror e ai suoni panche che hanno dato qualche scossa Melotti torinesi del Festival
A Torino già si pensa al prossimo anno con possibili disseminazioni delle proposte anche lungo l'estate forse sarebbe l'occasione giusta per distribuire un po'il programma davvero troppo carico dei nove giorni invernali
Da Torino Augusto Sainati per Radio Radicale
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