Sono stati discussi i seguenti argomenti: Carlo Iii, Gran Bretagna, Monarchia, Rassegna Stampa, Trump, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 23 minuti.
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Buongiorno a tutti sarà un caso, ma eravamo di turno in rassegna stampa, quando ci sono stati i funerali di Elisabetta secondo e in effetti stiamo di turno, se vogliamo, questa settimana in cui è ufficialmente Carlo Windsor, di fatto è ufficialmente incoronato re d'Inghilterra per la sua performance.
Positiva negli Stati Uniti.
I giornali italiani si scoprono monarchici, Gramellini, sul Corriere, lo definisce il leader che vorrei.
Circolo dei nobili, che in realtà potrebbe anche essere considerato di parte titolo addirittura a tutta pagina.
Grazie, Re, Carlo e poi pubblica, questo è molto bello e non una tradizione del foglio che si ricollega un po'anche la tradizione di Radio Radicale pubblica, dei brani dei discorsi che Carlo d'Inghilterra, affatto al Congresso, a questa famosa scena bello il commento a questo proposito di Alberto Mattioli sempre sul Foglio ci vado,
Subito il velo accenno.
Eccolo qua, grazie Re Carlo a cena da Trump, se non fosse stato per noi, voi parlerete francese.
Alberto Mattioli, irresistibile, ironia, la riconciliazione fondata sul senso, più humour, l'ultima vera grandezza del regno che classe, che eleganza, che humour e, insomma, che sprezzatura, come la chiamava Baldassar Castiglione, che nasconda l'arte e la Tim, e di molti, ciò che si fa e dice venir fatto senza fatica quasi senza pensarvi, e qui anche il Baldassar Castiglione entra di peso, nonostante siano tempi in cui lo stile evocato da Baldassar Castiglione non sia molto diffuso, comunque così con nonchalance. Grazie a Carlo terzo, siamo più con monarchici che mai Savoia. A parte scrive Alberto Mattioli, ma infatti è possibile che un capo di Stato ereditario sia uno stupido, ma è più probabile se viene eletto dai suoi pari. Tuttavia, accogliendo i re in visita di Stato a Washington, Donald Trump si è comportato abbastanza bene. Giusto un paio di gaffe, nessun discorso al banchetto, alla casa Bianca,
Ha riferito un'opinione sull'atomica iraniana, espressa da Carlo nel colloquio a porte chiuse, cosa che assolutamente non si fa ed è stato paparazzato mentre posava una mano malandrina sul lato B di Melania, altra cosa da non fare, specie se ospiti il re d'Inghilterra davanti a tutti i media del mondo questa è una foto che gira,
Sono presi di spalle, e.
Dunque l'avevo vista sul Corriere, anche se la foto di oggi di Trump e un'altra eccola qua e sul Corriere alla pagina degli Esteri un tocco poco regale sulla first lady sono ripresi di spalle al centro ci sono Trump e alla sua destra, Carlo alla destra di Carlo c'è Camilla e a sinistra di Trump c'è Melania,
Che si ritrova con una mano appoggiata sul fondoschiena di Trump, in realtà è e affettuosa la foto e poi abbiamo visto di peggio che vediamo oggi di peggio perché la vera foto che, in realtà,
Potrebbe essere considerata una brutta gaffe.
è quella che pubblicano tutti i giornali, generata dall'intelligenza artificiale, c'è un Trump.
Con gli occhiali da sole che impugna un fucile semiautomatico che una leggenda negli Stati Uniti, purtroppo è la Iar Fifteen.
Quello che ha affettuosamente chiamano America d'alcol, che è caro a molti degli attentatori della storia recente degli Stati Uniti.
Però lui impugna con aria alle spalle uno scenario di guerra.
Un impugna, questo mitragliatore, la gaffe è brutta, non solo la foto è brutta ed è una gaffe non solo per l'arma scelta, ammesso che sia necessario farsi fotografare in questo modo, ma perché può anche ricordare a una certa America che certe cose non le dimentica che il giovane Donald Trump non andò in Vietnam,
Dove poteva impugnare a quei tempi, non c'era.
Vai al Festino, ma poteva impugnare le armi in dotazione solo che ebbe quattro rinvii per studio perché studiava all'università roba che negli Stati Uniti avere il rinvio perché studiavo durante la guerra del Vietnam era un miracolo, un lui ebbe quattro no 1,
Il quinto, poi ebbe anche un rinvio certificato medico per piedipiatti futuro è così, quindi, insomma, per una certa America
Può venir fuori, potevi andarci quando ci dovevi andare, se proprio dovevi fare il, il Ramba comunque va, ma la foto non è è una di quelle gaffe, non so se vi ricordate quando.
Durante il conclave venne fuori sempre sul sito di Trump, lui, vestito da papa, insomma personaggio, è quello altre cose di oggi che è bello, il pezzo di Paolo Valentino sul Corriere.
L'Europa può provarci, dice l'Unione europea a Kiev, Mosca, ora che Viktor Orbàn è stato sconfitto nelle urne, l'Ungheria ha tolto il veto al prestito senza interessi di 90 miliardi di euro per l'Ucraina, l'Unione europea porta interamente sulle spalle il sostegno a chi F alla sua lotta contro l'invasore russo scrive Valentino in via definitiva ho dato dagli ambasciatori dei 27. È un segnale potente della determinazione dell'Europa a proseguire il suo impegno di fronte al distacco americano e all'intensificarsi dell'offensiva della Russia contro le infrastrutture civili ucraine. L'approvazione al ventesimo pacchetto di sanzioni mirate a colpire gli interessi economici di Mosca e le sue esportazioni di petrolio attraverso la flotta ombra
Da ulteriore spessore all'azione europea, mentre la Commissione di Bruxelles sta già lavorando a un nuovo round di misure coercitive, distratti, come siamo scrive Paolo Valentino, in prima sul Corriere, dalla pericolosa partita in corso nello stretto di Hormuz, abbiamo quasi passato sotto silenzio l'importanza di questa svolta nella crisi ucraina.
L'Europa ha dimostrato, dice un ex premier europeo, di saper reggere anche da sola ed è un fatto enorme e più avanti Paolo Valentino ci ricorda.
Pezzo è bello, meriterebbe attenzione, se ce la facciamo.
La madre di tutte le domande rimane però chi debba prendere l'iniziativa in nome dell'Europa, difficile immaginare che possa essere il tandem Ursula von der Leyen Antonio Costa
Nei mesi scorsi alcuni Paesi, fra i quali l'Italia, hanno sostenuto l'apertura di colloqui diretti con Mosca, ipotizzato la nomina di un inviato speciale per l'Ucraina. Fra i nomi circolati ci fu anche quello di Mario Draghi in febbraio l'idea del canale diretto e dell'inviato è stata sostenuta perfino dal leader da leader di Lettonia Estonia di regola i più restii a ogni apertura di dialogo con Mosca, comunque andrà conclude Valentino, l'Europa che ora sulle spalle, l'intero peso del sostegno a Kiev deve necessariamente dotarsi anche di uno strumento e di una strategia per parlare con la Russia.
Parafrasando, parafrasando Clemanson
La diplomazia è una cosa troppo seria per lasciarla nelle mani di un presidente matto e di due immobiliaristi senza arte né parte, ed è Paolo Valentino, perché poi, fra l'altro diciamo che la storia sa fare anche non solo Carlo terzo, anche la so, la storia sa fare ironia perché i due operatori di pace oggi secondo i giornali si chiamano Putin e Trump Trump è quello di cui sopra con la Iar festini in mano.
Ma 90 minuti al telefono ci racconta, sono sul Corriere, ma lo riprendono dei giornali, una telefonata lunga 90 minuti dopo un mese e mezzo di silenzio, i presidenti di Stati Uniti e Russia, Donald Trump e Vladimir Putin sono tornati a parlarsi.
Non c'è neanche da escludere che il grande applauso che il congresso è andato a Carlo terzo, quando ha parlato dell'Ucraina.
Non abbia fatto un.
Qualche non abbia creato qualche elemento di riflessione a Putin.
Altri argomenti di oggi, 25 aprile, è stato arrestato in un quello che gli opinionisti lo vedremo, definiscono un giovane imbecille, il ragazzo che ha sparato con una pistola a piombini a Roma, fermato, un 21enne dichiara sono della Brigata ebraica, cosa che la Brigata ebraica e vagamente uscita dalla cronaca da diversi decenni comunque,
L'Anpi parla di una deriva deriva.
Estremistica ne discutono in molti, anche se l'immagine insomma.
È bellissima ed è molto brava Rossana Gabrielli, che è la psicologa iscritto all'Anpi che è stata colpita dalla dal giovane Haytham Bondi.
Lei dice, non provo odio solo tristezza per lui, sono molto, molto contenta lo intervista, la intervista Rinaldo Frignani non lo posso certo nascondere, ringrazio tutta la pulizia per questo grande risultato che ha ottenuto in casa in così poco tempo, gli agenti del commissariato Colombo, quelli della DIGOS tutti gli investigatori della Questura di Roma che ci hanno accolto nei loro uffici e ci hanno rassicurati,
Di sicuro non sento nei suoi confronti alcun sentimento di odio di vendetta, la giuristi fra il soccorso, ed è questo quello che più conta, è.
Insomma, è un attentato, poi si racconta, è andato col motorino personale col suo motorino a fare l'attentato, Lal l'attentato perché di fatto gli ha sparato potevano i pallini poi chiaro che possono far male e quindi, insomma,
E comunque, insomma.
È stato preso, intanto proseguono le polemiche.
Fra l'Anpi, la Comunità ebraica, la Comunità ebraica risponde alla situazione, ci sono a Londra due ebrei accoltellati paura a Londra per la polizia, è un terrorista, Starmer dice attacco a tutto il Paese, l'Anpi accusa alla comunità ebraica deriva estremistica, alcun di alcuni gruppi la replica gesto isolato noi contro la violenza,
Ieri il presidio sul luogo degli spari.
è all'insegna della Brigata ebraica, la foto a Porta, San Paolo antifascisti, sempre Brigata, Ebraica, c'è una c'è, una cosa che verrebbe in mente, non so se può servire per calmare un po'gli animi, però c'è un.
E un paio di giorni che mi torna in mente, Franco Cesana.
Vuoi dire qualcuno di voi vuol dire Franco Cesana, che è però forse se nelle manifestazioni del 25 aprile ci fosse stato anche un ricordo di Franco Cesana non sarebbe stato male perché seppellito alla Certosa di Bologna sarebbe il caso di andargli a portare un fiore.
Franco Cesana è morto a 13 anni, il più giovane partigiano, combattente, era di Giustizia e Libertà, è morto il 14 settembre del 44, nell'Appennino modenese combattendo, aveva 13 anni.
Ed era ebreo.
Andiamo avanti sulla vicenda della targa Marco a piazza Navona, ci sono due, speriamo che vada in porto nel migliore dei modi questa iniziativa perché veramente ha riportato un grande.
Quello che scriveva ieri Mirella Parachini a Francesco Merlo ha riportato un grande, un grande riscontro rapido.
Sono sul sulla Repubblica intanto incontro anche qui la foto demenziale di Trump col fucile mitragliatore alle k ci gioca, lo riprende, lo riproduce, dice e fa dire a Trump basta con questo inspiegabile clima di violenza, abbassiamo i toni, mentre intorno a luce tutte macerie fumanti, lui armato di mitra andiamo a vedere come dicevo Francesco Merlo scrive Laura attraverso dei Genova, caro Merlo,
Cosa aspettano il Comune di Roma, il sindaco, Gualtieri, aderire all'appello della compagna di mal di Pannella, Mirella Parachini, per la targa in piazza Navona, e Francesco Merlo risponde la targa è una piccola grande cosa, è l'anniversario della morte di Pannella il 19 maggio,
Le adesioni all'appello di Mirella Parachini sono ormai incontenibili. Mi limito, per ragioni di spazio a 30 firmatari Barbara Alberti, in ordine alfabetico, Barbara Berti, Renzo Arbore, con Radio Augias, Fausto Bertinotti, Goffredo Bettini, Emma Bonino, Edith Bruck, Renato Brunetta, Pier Ferdinando Casini, Luigi Ciotti, Benedetto Della Vedova, Vittorio Feltri, Giuliano Ferrara, Gianfranco Fini, Roberto Giachetti, Gianni Letta, Luigi Manconi, Dacia Maraini, Claudio Martelli, Paolo Mieli, Clemente Mimun, Achille Occhetto, Andrea Orlando, Barbara Palombelli, Giovanna Reanda, Melania, Rizzoli, Vasco Rossi, Francesco Rutelli, Adriano Sofri, Gaia, Tortora
E ovviamente anch'io dice Francesco Merlo.
Il che vale anche per il sottoscritto, ovviamente anche noi però sul foglio.
Sul Foglio nella sempre nella pagina delle lettere scende in campo anche.
Eccolo qua.
Scende in campo anche.
Il foglio
E Claudio Cerasa, direttore, scrive Luca Martini, ho letto in questi giorni una notizia che merita forse qualcosa in più di una semplice attenzione distratta, Mirella Parachini ha promosso una raccolta di firme per dedicare una targa e Marco Pannella a piazza Navona, il luogo da cui tante battaglie per i diritti civili, i diritti umani, la non violenza hanno preso forma. Non si tratta di un'iniziativa qualsiasi a colpire, oltre al senso simbolico del gesto e anche la lista dei primi firmatari, un mosaico trasversale fatto di politica cultura e giornalismo spettacolo da Giuliano Amato, Emma Bonino, da Giuliano Ferrara, Matteo Renzi fino a Vasco Rossi, nomi diversi, storia diversa, sensibilità lontane ma unite da un riconoscimento comune
Forse è proprio questo il punto, ricordare Pannella non significa soltanto rendere omaggio a una figura storica, ma riconoscere un metodo, uno stile politico, una radicalità capace di parlare a tutti senza chiedere il permesso a nessuno.
Sarebbe bello non crede se questa proposta trovasse spazio anche nel dibattito pubblico più ampio chiede Luca Martini non come celebrazione rituale, ma come occasione per interrogarsi su cosa resta oggi di quella stagione e su quanto forse ne avremmo ancora bisogno, Claudio Cerasa risponde appello fantastico per firmare, si scrive qui è cita,
Ma allora, attenzione per firmare Marco Pannella, piazza Navona, tutto attaccato, chiocciola, gmail, punto com Marco Pannella, piazza Navona, chiocciola, gmail, punto com, ma su Marco c'è anche il Sole 24 ore che segnala un'iniziativa che,
È bella, perché comunque può funzionare, forse può arrivare anche a un pubblico più giovane, che magari.
È meno attento ai giornali perché questi sono ventiquattr'ore aride realizzato un video podcast, sul Pannella, Marco sai, chi era Pannella punto interrogativo e il video podcast di Daniele Bellasio, Simone Spezia, con Sergio Lo vaso Roasio per 32 anni esistente di Pannella non solo questo meriterebbe un monumento a cavallo.
Lavorare con Marco non era una cosa semplice, comunque.
Daniele Bellasio Simone Spezia, con Sergio Rovasio, a 10 anni dalla morte del leader radicale, scrive oggi il Sole 24 ore, il progetto in quattro episodi con racconti audio inediti, foto e giornali sul sito del Sole 24 ore di Radio 24 su tutta la piattaforma audio e su 24 ore podcast punto com quindi, se avete voglia entrate nei
Nei media del Sole 24 ore e potete ascoltare questo podcast, altre cose sui giornali continua questa.
Ieri, giustamente Giuliano Ferrara, evocava la noia mortale, ecco questa storia della Minetti.
E della grazia, pur avendo una sua.
Una sua chiave importante.
Evoca un po'la noia profonda e c'è molta opacità, c'è un gioco di specchi, si parla di grazie, per esempio sono sul foglio potere di grazia di Adriano Sofri, l'unico istituto pubblico, le cui scelte sono segnate dalla gratuità, dal dono meritato o in meritato ricorda Adriano Sofri che a proposito di Marco dice anche quel dualismo rispetto la giustizia tra Quirinale e il Ministero di Giustizia era fonte di tensioni ben più incresciose. L'opinione più accreditata fra i competenti era già allora che il potere di grazia stessi, unicamente in capo al presidente della Repubblica Marco Pannella, ci mise su una battaglia campale
Una delle centinaia di battaglie campali.
Però è importante il ricordo noi siamo memoria e ricordo, siano Adriano Sofri, ma c'è il pezzo di Salvatore Merlo.
È su questo che merita attenzione negli ultimi giorni la Repubblica italiana scrive Merlo è scossa da una vicenda di portata cosmica, la grazia presidenziale a una signora condannato ai servizi sociali, sicché, come è giusto, la nazione si è fermata a riflettere e le riflessioni sono state all'altezza tre scuole di pensiero in particolare si sono formate a proposito dell'affaire Nicole Minetti a questo, ma a fare Nicole Minetti ci può stare.
Con la rapidità e la coerenza che sempre contraddistinguono il nostro dibattito pubblico. La prima è di matrice grillina, scrive Salvatore Merlo, ma con ramificazioni nel sottoscala della galassia televisiva, il Quirinale voleva usare la Grazia Minetti come leva per spostare Forza Italia verso sinistra, ma gli è andata male. È un fatto con la F maiuscola che abbiamo letto ieri su un quotidiano un piano geniale, escogitato probabilmente in una riunione segreta fra Sergio Mattarella, un cardinale e un funzionario dell'Unione europea durante la quale dice, Salvatore Merlo, si sarebbe stabilito che il modo più efficace per riportare il Pd al governo era fare un favore alla donna del bunga bunga. La perfezione del Piano risiede nella sua insondabile opacità. Nessuno lo capisce, quindi evidentemente funziona senonché il complotto grillina una sua variante interne, questa variante merita di essere conservata agli atti come documento dell'ingegno umano, mentre infatti Mattarella ordinava
Ah, questa trama non sapeva di avere a che fare con qualcuno s'è più mefistofelico di lui, l'igienista dentale, cioè Minetti lei al fine di non dover fare i servizi sociali, aveva nell'ordine uno fatto sparire i genitori di un bambino uruguaiano, due carbonizzato in un incendio gli avvocati che se ne occupavano tre simulato un'adozione 4 organizzando un intervento chirurgico sul bambino forse malato forse no il dettaglio irrilevante 5 orchestrato tutto col ministro Carlo Nordio in un ranch,
In Uruguay, frequentato da prostitute e Jeffrey Epstein, come ovvio ciascuno gestisce il proprio tempo come meglio crede per alcune persone i lavori socialmente utili rappresentano un sacrificio intollerabile che vale la galera, l'estradizione dall'Uruguay e un paio di omicidi collaterali e.
Salvatore Merlo, prosegue.
Il secondo filone è quello del cosiddetto complotto della trappola ambiente Pd Sinistra qui Minetti, non è la mente diabolica, è solo il coniglio, la tagliola lo avrebbe costruita Nordio su ordine di Meloni, posando sul tavolo del Quirinale una domanda di grazia piena di errori e falsità Mattarella il presidente della Repubblica il galantuomo democristiano che fa politica da settant'anni e se l'è vista pure con la mafia,
Non se ne sarebbe accorto e ci sarebbe cascato con tutte e due le scarpe. La prova del complotto, del resto, sta nell'esito da due giorni l'opposizione chiede le dimissioni di Nordio, non di Mattarella, e metà dei giornali chiede spiegazioni sulla grazia Meloni, non al Presidente della Repubblica. Un piano, insomma, è riuscito alla perfezione, ma c'è anche, infine, un terzo filone interpretativo, quello che dal quadro la sua necessaria prospettiva internazionale, anzi geopolitica, il complotto russo e qui bisogna togliersi il cappello, non perché ci siano prove, beninteso, ma perché ci sono indizi, ma perché si sa, i russi sono ovunque. Sarebbe strano che in questa vicenda non ci fossero questo terzo filone, addirittura piuttosto popolare, a destra anche questo lo si può leggere sui giornali o ascoltare in tv
Un'operazione di intelligence di tale raffinatezza che i servizi segreti di tutto il mondo ne studieranno il manuale per decenni Mosca dice Salvatore Merlo, dunque orchestrato l'intera vicenda, probabilmente dalla condanna originaria dei metri, passando per la detenzione domiciliare sino alla grazia presidenziale allo scopo di destabilizzare la nostra Repubblica che come dimostra fra gli altri Matteo Salvini difende graniticamente alla libertà del popolo ucraino.
Un piano volto Meloni di almeno 12 anni è iniziato quando Giorgio andava, per così dire, ancora, alle scuole medie Udine previdente.
E portato finalmente a compimento oggi, con una lungimiranza di un campione di scacchi sovietico.
Insomma conclude Merlo, come evidente, fra tanti misteri che affollano la vita pubblica italiana, il caso Minetti è quello che ci dà più soddisfazione intellettuale dei tre filoni, non sapremmo quale scegliere come preferito, li teniamo tutti sul comodino e ogni sera ne leggiamo un pezzetto ed è Adriano Sofri su questa vicenda che dicevamo appunto il termine opaco lo usa anche,
Salvatore Merlo, sul Foglio è quanto di più vicino.
Si possa immaginare per definirlo.
Sempre nell'ambito del circo equestre italiano possiamo andare su Repubblica perché c'è un'altra di quelle storie che, insomma, ti lasciano un po'così, fra l'altro è Mattia Feltri che la commenta sulla stampa, Alessandra Ziniti.
Lo vuoi in Antimafia su Del Mastro lui è Caroccia, ero incredulo, Francesco Lo voi e il capo della Procura di Roma.
Del Mastro il sottosegretario, ma va sarà un'omonimia, un errore accertate, bene, quasi sorride ancora scrive Repubblica davanti alla Commissione parlamentare antimafia il procuratore di Roma, Lo voi quando ricorda la mattina in cui gli investigatori della Guardia di Finanza si presentarono nel suo ufficio per riferire che tra i soci di Mauro Carroccio meglio di sua figlia diciottenne in un noto ristorante di Roma risultava in nome del sottosegretario alla Giustizia dei Fratelli d'Italia.
La prima impressione ha raccontato alla Commissione Loi, è stato il sorriso e il sorriso, ma figuriamoci cosa può avere a che fare Del Mastro con un soggetto condannato in via definitiva con l'aggravante del metodo mafioso si è domandato il procuratore di Roma.
Ma poi, dopo un ulteriore accertamento, la Guardia di Finanza si è presentata con un bel pacco di carte fra virgolette e allora siamo stati costretti a prendere atto che non c'era nessun dubbio nessuna omonimia a questo punto, prima delle audizioni previste dalla Commissione antimafia per accendere i riflettori sulle infiltrazioni mafiose nel tessuto sociale, economico politico, Lo voi ha chiesto la secretazione del resto del faccia a faccia con i commissari da cui è venuto fuori che al momento gli indagati dell'inchiesta sulla bisteccheria d'Italia per riciclaggio dei soldi del clan Senese e Iefe intestazione fittizia dei beni sono solo due Mauro Caroccia e sua figlia Miriam, la 19enne formalmente socia di Andrea Delmastro e degli altri quattro esponenti politici di Fratelli d'Italia e del Piemonte
Insomma, la situazione è un po'questa qui c'è Mattia Feltri, il senso dello Stato, poi nei momenti giusti viene fuori il senso dello Stato, quello da cui sono animati più di chiunque altro, i patrioti volgarmente detti sovranisti, quelli che nazione lo scrivono con la M N maiuscola quelli che i confini sono sa che la cittadinanza va meritata dell'Italia agli italiani ricordate il caso dell'allora sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, uomo delle istituzioni da giuramento sul proprio l'onore e dell'onorevole Emanuele Pozzolo.
Ho Pozzolo, non mi ricordo mai il suo compare di partito, ricordate a una loro festa di Capodanno, partì un colpo che fa un ferito, non si è mai capito chi avesse fatto fuoco, perché nessuno, nonostante lo spiccato senso dello Stato, si sentì in dovere di raccontare come erano andate le cose, neanche alla magistratura. Un altro caso interessante fu quello di Osama, Al Masri scrive Mattia Feltri sulla Stampa, il torturatore libico, ricercato per crimini contro l'umanità, arrestato a Torino dalla DIGOS, scarcerato in un paio di giorni riportato a casa con un volo di Stato in rima baciata col senso dello Stato. La tempra conclude Mattia Feltri. Suggerire protagonisti dei vari ministeri di rimpallarsi la palla, la colpa di buttarla sui giudici, eppure lì non si è mai Samp in. Eppure lì non si è mai saputo bene come andò la faccenda, però abbiamo capito com'è andata in questo terzo caso, quello della grazie a Nicole Minetti, in cui le responsabilità sono tutte del Gatto Silvestro o del topo Gigio, siccome anche stavolta il ministro Carlo Nordio non c'era e se c'era dormiva e tutti gli altri li cantavano, la ninna nanna, con capi di questa levatura, con questo senso del comando, con questo senso del destino, insomma, con questo senso dello Stato e della patria,
Si salvi chi può Mattia Feltri oggi.
Sulla stampa, altre cose da segnalare,
C'è anche sul Corriere, la vicenda, ovviamente la vicenda del.
Del procuratore di Roma.
Pagina 19.
Lo voglio sul Delmastro, eravamo increduli.
La prima nostra Prime, la no, la prima nostra prima impressione va be'questo, scrive questo, c'è questo, vi leggo la prima nostra prima impressione è stata quella di sorridere e poi abbiamo detto, figuriamoci cosa potevano a che fare con il sottosegretario alla Giustizia abbiamo detto i militari della Guardia di Finanza di andare a rifare gli accenni trattamenti, andate a vedere ci sarà stata un'omonimia, un errore racconta così l'incredulità degli inquirenti, il procuratore capo di Roma Francesco Lo voi ascoltato ieri in commissione antimafia
Ed è appunto sul Corriere, altre cose da segnalare sono sul Corriere del ci rimango perché cosa succeda in Germania ce lo raccontano.
Mara Gergolet, che è la corrispondente da Berlino Mersa, accendere lo scontro con Trump mentre precipita nei sondaggi fra economia corsa dell'Afd, il cancelliere al palo, il presidente valuto di spostare truppe da lì e c'è un'intervista a Clémence Few est
Docente di economia, dice la Germania rischia un decennio perduto, come l'Italia dagli anni 90. Lo stimolo viene usato per coprire i buchi nella difesa tedesca, è troppo piccola per assorbire il declino di altri settori, non avrà mai il peso dell'industria dell'auto, ed è un'analisi appunto di del momento economico che sta affrontando la Germania che,
Poi poi, vi ricordate la vicenda di Bayes Anna della della barca.
Inaffondabile affondata nelle acque di Palermo, lo riprende il discorso Repubblica, ci sono due cose che vi segnaliamo, questo di Repubblica ci sono, anche gli ispettori che arrivano giù, li manda gli ispettori alla Biennale, mentre arrivano i russi, anche lì il té di un vite ci coinvolge. Nella lettura di queste notizie, ma, dicevo, Francesco Patanè Da Palermo, non fu colpa della tempesta un'intera pagina dedicata al naufragio del bayesiana, i tecnici della procura sul disastro dello yacht affondato in Sicilia nel 2024, il maltempo non era così violento, fatali anche gli errori dell'equipaggio
Pare anche che la deriva fosse alzata invece che è abbassata, ma.
Non.
Il maltempo oddio non è che ci voleva una Commissione e tutto questo tempo lo avevano già detto i pescatori.
Locali che si era brutto tempo, ma non per un per una barca del genere, comunque ve lo segnalo, così come vi segnalo, perché oggi è il 30 aprile un.
Ricordo.
Siamo a memoria, dicevamo, Pio la Torre, ucciso con Rosario Di Salvo 1982.
L'omicidio di Pio la Torre da deputato aveva denunciato, sia come parlamentari di opposizione che come membro della Commissione antimafia, il sacco di Palermo era il segretario del Pci, venne ucciso il 30 aprile 1982, insieme a Rosario Di Salvo, che era il suo collaboratore.
È un ricordo, quello di Pio la Torre, che andrebbe rivisto, ci sono delle interviste da segnalare.
Non ce n'è uno al ministro, Adolfo Urso.
Sulla stampa.
Non bastano solo gli aiuti di Stato da un piano fuori dai vincoli europei il ministro delle Imprese dice se la situazione prosegue, conseguenze su inflazione e Pil del Paese, l'energia è sicuramente la prima forma di difesa ed è a fondamento della sicurezza economica il pezzo, l'intervista di Paolo Baroni e fa,
Da approfondimento del pezzo, che arriva da Strasburgo di Simone Martuscelli, energia, l'allarme dell'Unione europea e la guerra in Iran ci costa 500 milioni al giorno von der Leyen ha dall'inizio del conflitto, spesi 27 miliardi in più per petrolio e gas.
E non si vede la nonostante il colloquio di 90 minuti, la soluzione non si vede altra intervista a.
O non del?
Beh, insomma, è uno di quelli che a Roma, non solo a Roma, nell'ambito del Pd, conosce la la situazione, Claudio Mancini. Mancini deputato dem. È qualcosa di più Mancini, non tradisca la città con risorse e poteri, votiamo sì a proposito di Roma Capitale,
Via libera con l'iter Meloni, con il Pd, intese impossibili.
Claudio Mancini. 53 57 anni deputato romano, il Pd, ex assessore regionale nel Lazio, così lo definisce Repubblica proconsole del Pd a Roma, lo definiremmo rock, lo conosciamo non da oggi.
Lo conosciamo da, eravamo insieme nella.
Nel consiglio municipale al diciottesimo Municipio di Roma e fu nel 92, forse facemmo insieme a Claudio Mancini altri.
Un ribaltone che portò al governo del Municipio uno schieramento che andava dall'MSI a Rifondazione Comunista, guardare furono un'operazione di quel tanto, c'erano due consiglieri, missini bravissimi, non a Carlo Carocci, una persona onestissima che, ovviamente,
L'MSI ha perso per strada, no, va be'ricordava, queste cose perché furono in quegli anni non era tanto semplice una cosa del genere voglio fare fu bravissimo anche Claudio in questa cosa con il ddl costituzionale dice Claudio Mancini a Repubblica serve una legge ordinaria che ancora non c'è, il nostro è stato un non voto costruttivo e spiega appunto questa vicenda del non voto. C'è sempre su Repubblica a proposito delle interviste, anche
Anche un'intervista a Carrie John Curry la guerra è un caos, ci porta a 10 anni indietro, allontana ai nostri alleati l'ex segretario di Stato americano che negoziò l'accordo sul nucleare, rivela Trump, fece saltare anche l'intesa sui missili e su Hezbollah regna una confusione totale dice che si deve procedere per via negoziale.
Difficile dice ancora chiedere aiuto agli europei dopo averli insultati, ed è appunto su Repubblica una delle interviste da segnalare, opinionisti.
Abbiamo.
Andiamo subito sull'avvenire perché ci hanno nello scavo con una.
Un argomento importante.
Ed eccolo qua.
Che ci fa, insomma, ci ci fa sentire coinvolti, perché questa anche la radio di Antonio Russo.
È la radio di Andrea Tamburi, che non faceva il giornalista, ma le corrispondenze di Andrea Tamburi quando l'Aru, la Russia e Mosca.
Erano in un momento cruciale, davanti al bivio, da un lato c'era, il KGB Putin, dall'altro la democrazia, B le corrispondenze di Andrea Tamburi, ammazzato a calci in una strada di Mosca di notte, insomma, servivano allora alla memoria dei giornalisti uccisi, bisogna riconoscere l'avvenire prima pagina Nello Scavo,
Non è sottile il filo che tiene insieme ai nomi dei giornalisti minacciati e uccisi, perseguitati da querela, intercettazioni indebite, la qualità della libertà di stampa in Italia non è una questione di distanza o di brutalità della violenza quando raccontare diventa scomodo il giornalista smette di essere un osservatore diventa un problema.
Da oggi in poi, ogni 3 maggio, L Italia renderà omaggio a tutti quei giornalisti che hanno perso la propria vita per garantire il diritto dei cittadini a essere informati, facendo arrivare i nostri occhi dove altrimenti non sarebbero arrivati in Italia come all'estero. Con queste parole il governo ha salutato il voto unanime del Senato per istituire una Giornata nazionale della memoria per i giornalisti italiani uccisi anche in zone di conflitto in Italia. Non siamo in guerra, eppure chi fa informazione conosce una pressione costante, meno visibile
Ma non meno reali querele temerarie, intimidazioni, campagne di delegittimazione, intercettazioni, isolamento professionale non uccidono, ma incidono, logorano, scrive Nello Scavo, sull'Avvenire non di rado fino a indurre ad abbandonare le inchieste che conducono i centri di potere, si tratti di un municipio di Palazzo Chigi il ricordo dei giornalisti uccisi non può,
E non deve essere un rito, perché ogni nome, signor soglia, il momento in cui la verità diventa insopportabile per qualcuno, il meccanismo è rodato, prima si delegittima, poi si isola infine si colpisce è accaduto anche con Daphne Caruana Galizia, assassinata a Malta nell'ottobre del 2017 mentre indagava su reti opache che attraversano il Mediterraneo passando per Tripoli la Valletta e Roma.
Racconta nello scavo.
E anche qui poi torna in mente, mentre intanto cerchiamo dove finisce una, una cam, una lunga un lungo viaggio siciliano di Marco Pannella.
Per andare a ricostruire, a ricostruire le vicende che portarono alla morte di Mauro, Rostagno, Mauro Rostagno, venne ucciso perché in una piccola televisione di Trapani.
Raccontava a modo suo, prendendoli in giro, i mafiosi locali molto potenti hanno.
Hanno risolto il problema alla radice e fu ecco quelli son comizi che andrebbero riascoltate quei comizi siciliani.
Dice torna a leggere nello scavo l'ho ritrovato, una società che non tutela chi fa informazione, accetta di sapere meno e quindi essere più esposta alla manipolazione 15 aprile, incontrando gli studenti di alcune scuole di giornalismo, il presidente Sergio Mattarella ha richiamato l'articolo 21 della Costituzione, ha indicato un punto concreto va posto riparo al ritardo della nell'applicazione dei media Information Act.
Approvato dall'Europarlamento nel 2024.
Un regolamento che stabilisce standard vincolanti su indipendenza, trasparenza, pluralismo dei media, se resta inattuato, la distanza fra principi e pratica si allarga e prende la forma dell'ipocrisia, dice nello sguardo l'Italia dispone di un sistema di protezione avanzato al Viminale, opera un centro di coordinamento che monitora minacce rischi contro i cronisti, una struttura interforze che negli anni ha prevenuto escalation garantendo sicurezza a decine di giornalisti e alle loro famiglie,
Anche per questo non si registrano omicidi recenti sul territorio nazionale, ma la pressione non è scomparsa, si è adattata attentati, minacce e intimidazioni, intercettazioni continuano a colpire chi lavora sui dossier più esposti, la libertà di informazione conclude nello scavo sull'avvenire non simile usura solo dove viene negata con la violenza si misura anche dove lentamente viene resa più difficile è da lì che spesso passa inosservata finché non diventa troppo tardi.
Un pezzo importante dell'avvenire di oggi.
Altri opinionisti.
Vediamo un po'.
C'è Maurizio, no Paolo Valentino, vi ho detto sull'Europa, ma c'era anche Maurizio Molinari sul Corriere, la lunga mano della Cina di Xi minacce commerciale all'Unione Europea, sfida alla Silicon Valley sull'intelligenza artificiale, prova di forza nell'Africa australe, navi cargo per sfidare Trump, ha Hormuz e la rinnovata determinazione a prendersi Taiwan.
Da 10 giorni scrive Maurizio Molinari su Repubblica, la Cina di Xi Jinping è protagonista di una raffica di mosse.
Accomunate dalla volontà di affermare i propri interessi su ogni confine continente, trasformando la stagione dell'incertezza globale in un'occasione di rafforzamento strategico.
Ed è Maurizio Molinari se poi ci spostiamo.
Ma su un altro argomento dalla Cina andiamo a vedere.
Che cosa succede?
Sulla vicenda.
Saudita, ci arriviamo.
Fra un momento.
Nella pagina dei commenti della stampa.
Dunque, dunque?
Eccolo qua.
Rivoluzione Opec, l'Arabia Saudita, il potere dell'Opec petrodollari nascono entrambi da una doppia crisi, la guerra arabo-israeliana del 73 con l'Arabia Saudita che decide l'embargo sulle esportazioni di greggio per mettere pressione all'Occidente la crisi finanziaria americana, scrive Giordano Stabile, con lo sganciamento del dollaro da loro cam a cambio fisso a 35 biglietti verdi per un'oncia e la necessità di trovare un nuovo equilibrio monetario.
Il nuovo volto del cartello che domina il mercato da cinquant'anni spariglia la geopolitica dell'energia, il blocco di Hormuz avrà effetti a lungo termine quando riaprirà Mosca sarà penalizzata, ma Pechino no, ed è appunto se adesso lo accenniamo solo, però c'è da capire appunto la,
La situazione in prospettiva, anche perché ho la crisi di iraniano di Hormuz si risolve rapidamente su questi giornali sono tutti concordi che non è che ci voleva molto a dire che la situazione, se si prolunga.
Oltre tempi ragionevoli diventa molto, molto difficile, allora poi ci sono su Trump Ellekappa, vi ho detto che riprende un po'questa foto, insomma francamente in una gaffe una gaffe per immagini.
Del Trump.
Col mitra in mano c'è Tommaso Cerno, sul giornale Tommaso Cerno a invaghito di Trump e l'amore è cieco, quindi non ha problemi.
Più Trump Pisti del re.
E nemmeno un re, è vero, esistono ancora che si chiama Carlo tracce, più trumpista del re quel chimica subito, un altro attentato che, nell'Europa della vecchia Democrazia da rottamare, incapace di risolvere i problemi che crea, arrampicata sul trio un tempo, un 3.1 del per 100, il rapporto deficit, alimentato da un gruppo dirigente di un istituto che costa centinaia di milioni e che è nominato dal Parlamento e quindi dalla politica, mentre il mondo è in fiamme, è l'unico residuato di un modello non autocratico e non dittatoriale che riesce a fare qualche mossa sullo scacchiere gol globale dominato dalla Cina e noi, autore, France referenziali, come tutti i continenti che vivono in passato ebbri della nostra. Siccome era stracolmi di esperti che non ne beccano uno da almeno vent'anni, assistiamo inermi a un gioco che ci passa sopra la testa ed è abolito
Tommaso Cerno probabilmente l'unica alternativa che la sinistra ha saputo creare allo Stato liberale la guerriglia di occupazioni, anarchia, islamismo se la tengano, io sto con l'America, qualunque presidente abbia.
Eh.
Che è anche un po'una notizia, perché?
Quando c'era Obama mi sembrava che ci fosse tutta questo affetto morboso per l'America, però forse magari mi sbaglio io, Gramellini, vi ho detto su Carlo terzo, raramente mi sono sentito rappresentato da qualcuno come da quest'uomo che pure non mi rappresenta scrive Gramellini di Carlo d'Inghilterra in mezzo a tanti politici che alimentano l'odio proclamandosi né vittime.
Questo re pieno di ironia, visione e cultura è proprio il leader che vorrei sul 25 aprile, probabilmente il 25 aprile, realmente il peggior 25 aprile, che la storia di questa Repubblica dal 45 in poi ha vissuto.
Ci sono, c'è, Giuliano Ferrara.
I titoli ve li ho detti è importante, ve la segnalo ancora la l'intervista Rosanna Gabrieli, non provo odio solo tristezza, c'è un'intervista al prefetto Lamberto Giannini, c'è un brutto clima, l'attenzione deve calare, ospiterà in Prefettura momenti di dialogo e ci sono le notizie di,
Appunto, vi dicevo a Golders Green, a Londra.
Un quartiere sotto assedio, l'antisemitismo cresce, molti vogliono emigrare, il mese scorso bruciate quattro ambulanze del servizio d'emergenza dei volontari di Azzola.
Insomma, bella l'intervista di Fabrizio caccia e Rinaldo Frignani nella comunità ebraica allo stadio, gli scontri con i propone gli appelli all'autodifesa fra i vent'anni del ghetto di Roma nel 2025, l'assalto a un liceo, non tollereremo più.
L'anti semitismo.
E sono appunto.
Caccia Frignani sono andati a a cercare.
Ma a vedere i giovani del ghetto di Roma.
Dunque.
Poi dicevamo Giuliano Ferrara.
Carlo terzo è re e uomo di mondo, scrive Ferrara ricorrendo alla british humour, ha ricordato agli ex abitanti delle colonie del New England, fuggiti dalle persecuzioni religiose inglesi, per poi instaurare altrove laicità e libertà costituzionale, che la loro settecentesca dichiarazione di indipendenza.
1.776 decisivo atto ostile verso la madrepatria dipendeva in realtà, come il Bill of Rights da documenti inglesi antecedente di parecchio, come la Magna Charta 1.215 e la Declaration of Rights del 1.689. Un bel discorso di riconciliazione e di amicizia e fratellanza scrive Ferrara che senza lo sfondo del sense of humour sarebbe stato un brutto discorso di pallone con Piacenza,
Per non parlare del Galasso humor umorismo patibolo macabro, che ha suggerito a Carlo la miglior battuta del suo viaggio, di gran lunga e andiamo a vedere qual è la sarà quella sul sulla casa Bianca, sicuramente eccolo qua.
Come sappiamo scrive Ferrara nel 1.814 inglesi incendiarono casa Bianca, sede del Congresso, costringendo alla fuga il presidente, Madison e dignitari, come sappiamo, non oggi Trump sta ristrutturando la casa Bianca con un nuovo ball room al quale è molto affezionato.
Un'altra cerimonia, Michele Carlo, detto, anche noi in passato abbiamo cercato di ristrutturare la casa Bianca.
E qui siamo arrivati al registro Ermak Harbour, grandioso folleggiare flamboyant, un caso in cui l'umorismo si è messo al servizio del re, almeno quanto il monarca si è messo al servizio dell'umorismo formidabile accoppiata.
Un'altra accoppiata almeno formidabile, perché non siamo né Windows né Winston e ma un Battan è formata dal mio amico amico Andrea Marcenaro e da me.
A Roma avevano pescato un ebreo fisso, pesca difficile ma possibile, è molto confuso, che ha accusato di aver sparato con una pistola ad aria compressa e palline di gomma, una coppia di manifestanti ampi di quelli con fazzoletto e che fiacca e talvolta scacciano dai cortei della Liberazione alla Brigata ebraica e in genere appartengono al partito internazionalista di Hamas e Hezbollah liberazione dal fiume al mare interpellato in merito Andrea ha avuto il torto di fornirmi al telefono questa battuta,
Se avete fa se avesse fatto scoppiare anche un palloncino, gli avrebbero dato l'ergastolo, io ho avuto il torto e rubargliela con il suo consenso informato e di metterla su X, che poi sarebbe Twitter, ma adesso Ferrara si è pentito e lo chiama anche lui X prima era un faceva obiezioni di coscienza e continuano a chiamarlo Twitter e ci aiutava molto nella lettura comunque,
Con l'esplicativo cancelletto, Gallos humour, ma bisogna essere re per permetterci queste cose, così, mentre al tè della casa Bianca ridevano allegramente sull'incendio alla barlume, incuranti dei titoli dell'aristocrazia della battuta, in tanti, hanno deciso di augurarmi augurarci la morte invece di curare con umorismo il loro senso della vita era appunto Giuliano Ferrara che, se,
E se la prende con l'odio dei social, Detto questo, nell'Italia delle spranghe e delle P 38 delle intolleranze di giudaica antigiudaica, recentissimamente recentissima versione della vecchia tendenza alla violenza di gruppo e personale minuscoli, pallini di gomma e palloncini dovrebbero valere una sculacciata bendata al fisso del giorno piuttosto che un'accusa di tentato omicidio o no.
Ma su questo?
C'è anche nelle lettere, sempre sul Foglio.
Un pezzo di di Cerasa, il cretino collettivo di solito house, di solito usa i cretini individuali per dimostrare le proprie tesi. Nel caso specifico, prova a dimostrare che un cretino che usa il nome della Brigata Ebraica per sparare proiettili di plastica sarebbe il simbolo di ciò che oggi la Brigata ebraica, naturalmente il cretino, che spara giusto e faccia i conti con le tue cretinate, scrive il Foglio e magari anche con qualcosa di più serio delle cretinate, ma il cretino collettivo che proverà a trasformare il gesto di un singolo nella prova generale per tenere la Brigata Ebraica lontana dal 25 aprile, dovrebbe ricordare una cosa semplice, una medaglia al valor militare non si revoca per le idiozie di un passante del presente e la storia non si cancella con un video di cronaca. La libertà per cui combatte la Brigata ebraica anche alla libertà, che permette ai cretini di dire la propria e cretinate, ma la libertà di dire cretinate non dovrebbe diventare il diritto di riscrivere la storia. Giù le mani dice il foglio della Brigata Ebraica
E noi appunto?
Vi dicevamo insomma.
E lo diciamo qui dagli studi della fu pensione Oltremare forse andare a ripescare storie come quella di Franco Cesana, non sarebbe sbagliato anche da parte di un consiglio che diamo agli amici dell'ANPI volendo, e non solo a loro poi su questo abbiamo Elena Loewenthal sulla stampa,
Così Eitan ha rotto i valori dell'ebraismo, il gesto dei tamponi è inaccettabile sotto tutti i punti di vista, dice Elena Loewenthal.
Il cui padre qualcosina, sull'argomento che stiamo trattando.
Sapeva conosceva e testimoniava Tonio manager e anche, e forse prima ancora fondamentalmente contrario a quei precetti dell'educazione, mi sono ciò che di più fondamentale centrale all'ebraismo, ci vuole uno sguardo che sia anche un ripensamento sincero, per quanto scomodo, ma le polemiche ci sono, ci sono interventi poi lo vedremo sui giornali,
Anna Foa è sotto
Gad Lerner sotto i riflettori, no, se ne discuta, c'è anche Claudio Velardi sul Riformista.
Chi spara non difende Israele, dice?
Claudio Velardi.
Poi.
Sul senso dello Stato Mattia Feltri, vi ho detto il potere di grazia, torniamo al discorso della Minetti, vi ho accennato ad Adriano Sofri, ma c'è anche.
Piero Sansonetti, sull'Unità.
Il caso Minetti Travaglio scopre le carte, il nostro obiettivo è Mattarella, anche riformista, pubblica, che questa foto che, ripeto, a me sembra una gaffe.
Di un Trump taroccato anche come immagine foto scippato.
Travestito da Rambo.
Una via di mezzo fra i Blues Brothers, Rambo.
E un un buttafuori di una discoteca.
Caso Minetti Travaglio scopre le carte, il nostro obiettivo è Mattarella, dice Sansonetti sulla base delle informazioni di cui disponiamo della nostra per esperienza, ieri abbiamo intitolato così la prima pagina l'obiettivo è Mattarella, ovviamente riferendoci al caso Minetti, oggi abbiamo letto il Fatto Quotidiano che l'autore, il motore dello scandalo, l'editoriale del suo direttore, cioè di Marco Travaglio abbiamo avuto conferma piena e incontestabile della nostra tesi dice Sansonetti e che,
Che sia un piano che non sia un piano, eccetera, eccetera ma?
Qualche tentativo di creare disagio.
Alla situazione del Quirinale.
Insomma, è abbastanza evidente.
Vi dicevo poi a proposito della politica italiana c'è l'editoriale.
Di Claudio Cerasa dal 1 maggio alla difesa e poi Israele Sigonella il deficit quanto pesa su Meloni.
La spericolata tentazione de pa Dohnanyi a gauche ed è appunto la famosa formula del nessun nemico a sinistra, storicamente un'espressione utilizzata all'interno del mondo progressista per fotografare una patologia dei partiti riformisti che, quando sono ossessionati dalla volontà di evitare a tutti i costi di avere nemici a sinistra, tendono a perdere diversi tratti del proprio riformismo ed è,
Un'analisi in cui Claudio Cerasa dà i suoi consigli al governo Meloni.
Più passa il tempo, più appare evidente come nella testa della presidente del Consiglio, in quella dei suoi più stretti collaboratori, vi sia l'idea di togliere il più possibile argomenti alla sinistra con i quali crocifiggere il governo nella nota sala mensa fantozziana. Il decreto approvato il ministro del 1 maggio da questo punto di vista, un punto interessante da cui partire, come ha notato ieri su questo giornale, Dario Di Vico e al contrario di altre occasioni simili alla maggioranza di governo, ha cercato non di sfidare la Cgil o di dividere i sindacati, ma di unire tutti con una serie di provvedimenti, come ricorda oggi sul Foglio Marco Leonardi, che avrebbe potuto partorire, forse anche un governo di centrosinistra, tutele per i rider, per il lavoro governato dagli algoritmi, incentivi fino a 500 euro al mese per chi trasforma contratti a termini brevi di under 35 rapporti a tempo indeterminato, lo sgravio contributivo per le aziende che adottano politiche certificate di conciliazione fra lavoro e famiglia
Non basterà tutto questo per evitare al governo di essere bastonato, come ogni festa dei lavori di relatori che si rispetti dalla Cgil sul palco del concertone del Primo Maggio e Landini, che Cerasa che inserisce?
Anche la manifestazione di domani altre cose siamo, vi dicevo, sulla politica italiana per quel che lei e non è che siamo un po'il volo del tacchino.
E andiamo da Massimo Franco, che fa però notare una cosa interessante, se le comunali anticipano i nuovi equilibri elettorali, siamo sul Corriere della Sera, il voto di maggio nelle città con una sfida cruciale di Venezia apre una lunga campagna elettorale fino alle politiche.
Le elezioni fino a maggio a Venezia promettono di avere un valore simbolico che.
Va oltre la consistenza dell'elettorato e non soltanto per le tensioni che hanno diviso in questi mesi la destra, in particolare esponenti di Fratelli d'Italia, nel capoluogo veneto, per la maggioranza si tratta di misurare ancora una volta le sue capacità politiche in grandi città, spesso varie soddisfazioni.
Di capire quali siano i rapporti di forza nella coalizione di Giorgia Meloni meno scontati di quattro anni fa e di vedere se la Lega di nuovo del Nord recupera terreno.
Senza che nessuno lo voglia. Il voto del 24 25 maggio promette insomma di diventare un test per tutti i partiti, anche per opposizioni che, dopo la vittoria del no al referendum sulla giustizia, devono verificare se e quanto quel responso possa essere attribuito alla sinistra. In fondo, quella Venezia è stata la prima elezione di Massimo Franco sul Corriere di altre previste nel 2027. Nelle grandi città, cominciare da Milano e Roma, il tema incrocia sia la data delle politiche, in teoria in programma dopo l'estate del prossimo anno, ossia la possibilità che vengano accorpate con le amministrative significherebbe votare per il Parlamento e per i Comuni in un solo giorno, evitando di fare campagna elettorale ad agosto
Un anno fa, nel governo, un'ipotesi che si era affacciata, ritenendo il foto del 2022 un'eccezione da non ripetersi, ma allora il tragitto della legislatura appariva segnato da una marcia, se non c'è un vale comunque agevole della coalizione guidata da Giorgia Meloni, oggi non solo per l'esito referendario ma per una situazione economica del poco difficile lo scenario elettorale si presenta più incerto ed è appunto,
Sul Corriere Massimo Franco, ma su questo.
Sempre sul Corriere Cenzo d'Errico, che riprende anche questo discorso, il piano B per il campo largo i due sindaci. Silvia Salis e Gaetano Manfredi possibili alternative. Se Schlein e Conte non riuscissero a imporsi, allo stato dei fatti si naviga nella nebbia, cosa che entrambi i contendenti di riserva non dispiace affatto per i loro disegni. Meno succede è meglio va l'obiettivo a breve scadenza e che la legge elettorale resti immutata o che, al massimo, non preveda l'indicazione del premier. Il resto andrà da sé bene, ma chi potrebbe spuntarla fra due, qualora il voto del prossimo anno costringesse il presidente Mattarella a sparigliare
Affidando l'incarico nel centrosinistra, un leader meno divisivo di Shine e conta, oggi probabilmente sarebbe in vantaggio Gaetano Manfredi, oltre che per una maggiore esperienza amministrativa, anche per i suoi solidi rapporti con il Quirinale, legami in tessuti da tempo con molti ambienti trasversali alle coalizioni e il telaio dell'Anci di cui è presidente dove si è guadagnato l'amicizia di tanti sindaci del centrodestra moderato,
L'argomento è interessante, ma questo
Ci riporta alla alla malattia di fondo.
Del cosiddetto centrosinistra, soprattutto nel Pd, questo casting cronico, che non riesce ormai ultradecennale, in cui bisogna continuare a cercare il protagonista del film in un non lo trovano, lo cambia, non va bene, insomma.
Torniamo alla alla noia mortale di Giuliano Ferrara, Marco Follini stampa, 23.
Stampa 23.
Marco Follini, chiese, insomma, è sempre appartiene a quelli che la politica sanno.
Sanno ragionare di politica, ma il pari elettorale sarebbe un successo.
Lettera al direttore Carlo Direttore un fast asma si aggira furtivo nei corridoi dei nostri bilanci, il fantasma del pareggio, il rischio cioè che all'indomani delle prossime elezioni ti vengo a scoprire che nessuno dei due blocchi ha conquistato la maggioranza parlamentare, dunque a quel punto giocoforza si debbano ridisegnare gli schieramenti mettendo tutti insieme oppure come si sarebbe detto una volta scomponendo e ricomponendo una parte degli uni,
Costretta a collaborare con una parte degli altri e il resto confinato sui banchi dell'opposizione.
Scenario interessante, che è proprio la prateria, in cui da sempre la tradizione democristiana.
Ah
A cavalcare.
Torni al suo meglio, ecco quello che evoca Marco Follini per dare la caccia a questo fantasma, che si immagina di cambiare la legge elettorale, se l'impresa non dovesse riuscire, ci si appresta a condurre, da una parte e dall'altra, una campagna quasi ideologica di vecchio stampo nella quale l'avversario verrà dipinto con colori così Foschi da giustificare ogni alleanza e ogni,
Coabitazione anche le più innaturale.
Di questo passo lo dice più anti Follini, è evidente che le 2 squadre in lizza troveranno la loro ragion d'essere non tanto e non solo nel governo che verrà, ma più ancora il capo dello Stato che ne dovrà accompagnare il percorso con l'inevitabile conclusione che il prossimo inquilino del Quirinale verrà immaginato come il santo patrono degli uni o degli altri e vedete il Quirinale ritorna e,
È veramente l'ombra di Banco il il futuro Quirinale, infatti il sottinteso di questa lunga torna a leggere Follini.
Infatti, Ciampi, il sottinteso di questa lunga vigilia elettorale si nasconde proprio nei pressi del colle, laddove gli uni e gli altri si industriano, s'industriano su come favorire l'elezione di un arbitro, possibilmente assai benevolo, che non di a vedere la sua parzialità ma che sotto sotto possa in qualche modo accompagnare con i suoi auspici discreti la navigazione del governo che verrà,
E siamo lì.
David vari, torniamo gli ultimi opinionisti che vi segnalo di oggi, David vari.
Nessun dubbio.
Davide Mariella, direttore ovviamente del dubbio.
Il corsivo prima la notizia, poi la verifica, il giornalismo secondo Ranucci.
Prima si spara la notizia, poi eventualmente si verifica è accaduto martedì sera a Carta Bianca il programma di Bianca Berlinguer.
Il conduttore di Report Sigfrido Ranucci ha lanciato una notizia che deflagrata come una bomba secondo una sua fonte, Carlo Nordio sarebbe stato in Uruguay ospite, pensate un po'di casa Cipriani e qui scatta il meccanismo della suggestione, perché Cipriani non è un cognome qualsiasi, ma una sorta di detonatore narrativo di educazione a me mediatico giudiziaria.
Cipriani, e infatti il marito di Nicole Minetti, con quella frase Ranucci vuole lasciare intendere che il ministro avrebbe facilitato la grazia Mini a Minetti per amicizia, interesse o chissà quale altro motivo a noi oscuro, ma a quel punto accade qualcosa che fa inceppare il meccanismo narrativo. Il ministro Nordio chiama in diretta smentisce tutto parla di bufala e ricorda un dettaglio quasi imbarazzante nella sua banalità. Gli spostamenti di un ministro della Giustizia non sono materia di romanzo orale, ma registri ufficiali tracciati verificabili, colto in fallo Ranucci che fa non solo non chiede scusa al ministro, al pubblico, all'ordine del giorno, is no, dice l'indicibile
Ho detto che si tratta di una notizia che stiamo verificando, chiude le virgolette e il rovesciamento di ogni logica conclude vari sul dubbio la morte del giornalismo, della sua credibilità alla Nucci, prima spara la notizia, poi eventualmente la verifica lo virgolette scoop presunto viene dichiarato incerto.
Con disarmante nonchalance, immediatamente smentito dal diretto interessato, e poi lasciate evaporare nel brusio generale è un giornalismo che non sbaglia mai, perché non risponde mai e la stampa del nuovo millennio bellezza.
Conclude Davide Bari, che però, insomma, mette a fuoco un problema che è quello della del confondere il giornalista con l'insinuato ore, ecco, chiamiamola così, sono due cose un po'diverse, ma su questo scende in campo.
Vittorio Feltri, il ranch dei Sigfrido, il nuovo metodo del fango sul giornale, l'accusa campata in aria per costringere smentirà.
Si narra, ma forse leggende, le versioni oscillano fra polli e maiali, che in Texas Lyndon Johnson, in piena campagna elettorale.
Suggerì di far circolare la voce che il suo avversario avesse rapporti con gli animali nel suo ranch e ha omesso il l'aggettivo sessuale, ma la la leggenda racconta così, ma non è vero, obiettarono lo so, ma voglio costringerlo a negarlo rispose Johnson che da texano era anche un po'russo, è tutta qui la grammatica di una certa politica scrive feti di un certo giornalismo, non dimostrare ma obbligare l'altro a difendersi da qualcosa di indicibile cosicché l'immagine turpe gli resti comunque appiccicata.
Qui c'è il resoconto di carta bianca al dialogo fra Ranucci, la Berlinguer.
La smentita non si fa.
Dice Feltri non si dovrebbe fare, non è questione di difendere questo quello, è questione di metodo, perché adottando questo schema si può colpire chiunque inchiodandolo a una diceria ben congegnata e poi con aria innocente, ma noi non abbiamo detto che fosse vero, così Nordio o meglio il suo fantoccio fabbricano in studio viene trascinato in scena e malmenato davanti al popolo televisivo.
Poi il ministro, pur preso nel gioco, trova il colpo di reni, non esiste al mondo, c'è un limite a tutto anche a questo degrado morale e mediatico e Vittorio Feltri che chiarisce un un andazzo, che chi legge i giornali, non da oggi,
Ha sempre trovato di estrema sgradevolezza.
Ultima cosa, divertente, perché Guido Vitiello che evoca il teorema, lo do perché rende l'idea sul foglio, insomma, non.
Il teorema Guccini si potrebbe definire.
Nella rubrica.
Nomade sul giornale di Vitiello può essere ovunque un po', potremmo fare un circolo di scommesse su che a che pagina sarà domani la rubrica di Vitiello comunque.
Scrive gli americani ci fregano con la lingua, diceva Francesco Guccini, in un concerto del 1979, introducendo una sua canzone Statale, 17, cosa diceva Eugène Guccini?
Allora si leggevano dei libri, come Sulla strada di Kerouac, era molto bello in italiano, però con i nomi americani, quella sera partimmo John Dean e io sulla vecchia Pontiac del 55 del pub The Den e facemmo tutta una tirata da Omar a taxon, porco cane porco cane e mi fa parte del,
Dell'eloquio di Guccini sicuramente o comunque lo Vitiello lo riporta poi lo traduci in italiano e in italiano dice quella sera partimmo su una vecchia FIAT 1.100 del babbo di Giuseppe e facemmo tutta una tirata da Piumazzo a Sant'Annapelago.
Non è la stessa cosa, conclude Guccini quanto pare gli americani ci hanno fregato ancora ed è appunto il pezzo su cui.
Poi qui Guido Vitiello si diverte, ma l'incipit ci è piaciuto, andiamo a dare un'occhiata.
Ai giornali nel loro complesso vi ho dato un po'un quadro, le notizie sono queste.
Corriere della Sera ho sparato io il 25 aprile c'è la foto del ragazzo col casco che si fa il selfie.
E due ebrei feriti per strada a Londra, Putin chiama Trump dall'Iran all'Ucraina
C'è da segnalare.
Strappa manifesti per Amelia aggredito a Milano, ricordo del giovane ucciso, poi la sfilata dell'estrema destra.
Eh.
Cioè segnalerei anche Rasmussen sul Corriere, un errore per l'Europa, tenersi fuori dal conflitto, il leader americano va sfidato, l'adulazione è inutile, dice l'ex segretario generale della NATO.
Trump e Putin 90 minuti al telefono, il tycoon lo zar offre aiuto sull'Iran, ah beh, allora operatori di pace si diceva il giornale tra un Putin Prove di pace, ma c'è un pezzo che vi segnaleremo di Angelo Allegri a proposito di Putin, propaganda in crisi e internet bloccata lo Zar sulla difensiva, prova a chiudere parata in tono minore, guai interni, stallo al fronte, Donald diventa l'ultimo appiglio. Chissà se sarà il solito fuoco di paglia chiede il giornale la telefonata dire fra Donald Trump e Vladimir Putin con l'ormai consueto annuncio di una tregua
E di un accordo di pace praticamente pronto, sempre che Zelenskij accetti le proposte già delineate fra virgolette, come ha detto il consulente del Cremlino, Jurij Ushakov, cioè sempre che Zelensky s'arrende tradotto, sembra rispondere a un copione già visto, scrive Angelo Allegri essere cambiata la situazione in Russia. Ieri, prima del colloquio fra i due presidenti, era arrivata un'altra notizia. Per la prima volta in vent'anni, la parata del 9 maggio sulla piazza Rossa si svolgerà senza mezzi militari, nel 2025, anche per via dell'anniversario rotondo tra virgolette, la celebrazione della Grande guerra patriottica si era trasformata in una solenne sfilata di capi di Stato. Quest'anno sembra destinata a svolgersi intorno ridotto
Colpa della situazione operativa hanno detto le fonti ufficiali, ma l'impressione degli analisti è che i vertici militari non abbiano dato le necessarie rassicurazioni relative a un possibile attacco ucraino.
Rispetto a un anno fa, il crimine non sembra giocare in difesa, non tanto perché riguarda la situazione del fronte, che resta praticamente immutato, anche se gli stessi blogger militari russi citano la sempre più evidente prevalenza dei droni Kiev a essere cambiato e soprattutto il clima interno scrive il giornale il fatto di avere affidato all'EFSA Esben che sarebbe il KGB il controllo di internet, con il tentativo di mettere fuori gioco Telegram, di bloccare ogni tipo di attività on line nelle città maggiori e soprattutto a Mosca ha provocato disagi e proteste
Per la prima volta emersa su alla superficie, una spaccatura evidente all'interno dell'élite di potere, da una parte civile, i rappresentati, sia pure con toni felpati dal ministro dello sviluppo digitale, Schad AIAF, che nei giorni scorsi ha ribadito che un internet ad alta velocità e tra le necessità vitali dei cittadini e sottolineato le conseguenze economiche negative del ritorno a un mondo offline,
Dall'altra le forze di sicurezza impegnate nello sforzo di guerra, l'aspetto più interessante della vicenda è che Putin ha sempre bisogno di entrare nella discussione in un discorso rivolto ai deputati della Duma, ha detto che non bisogna insistere troppo con i divieti senza peraltro annunciare il minimo allentamento. L'impressione è che la propaganda abbia dovuto registrare a dare in qualche misura sfogo al malessere strisciante della popolazione, con l'obiettivo ovvio ovvio di rimettere tutto in linea. Il segnale non è esaltante per i vertici del Cremlino che per l'esito della guerra può però continuare a far leva sulle piroette del volubile Trump
Ed è il giornale pezzo, è interessante.
Da segnalare sul foglio praticamente vi ho già detto pressoché tutto c'è da segnalare.
Capone 15 anni di gogna, nel 2015 la Procura di Trani chiese di arrestare il senatore Azzollini 2015, assolto da tutto due giorni fa, e cioè il suo racconto.
Nel 2015 la Procura di Trani chiese di arrestare il senatore Orsolini, due giorni fa è stato assolto.
È così?
Altro da segnalare.
Qui, dicevo, c'era una cosa.
Avevo visto.
Eccolo, qua Micol, Flammini, mercenari e propaganda, indizi su quanto è lontana la pace di Putin e.
Se Mosca si prepara a avere più soldati, convinti, anche tramite la propaganda, perché non vuole fermarsi, tenta di ridurre il peso della guerra sui russi, ma bastano questi due indicatori, propaganda e mercenari a far capire che il Cremlino non ha messo nelle sue priorità un accordo di pace con Kiev.
L'Ucraina va identità via l'Ucraina a marzo aveva identificato che la quota di stranieri era di oltre 27.000 soldati, in aumento rispetto a novembre, quando erano 18.000 i soldati russi, ovviamente l'esercito russo e la Corea del Nord rimane il maggior contributore chi fa ha lanciato un servizio telefonico per i combattenti non russi che spesso nell'esercito si rendono conto di essere mandati allo sbaraglio come un addestramento quasi nullo e senza neppure vedere la paga promessa, le cattive condizioni del al fronte possono portare a ripensamenti
E l'Ucraina fa sapere ai combattenti che possono contattare il progetto I want to live nato per i soldati nordcoreani, adesso esteso anche ad altre nazionalità, compresi i russi che vogliono disertare.
No, quello che ha colpito la vicenda dai nordcoreani soldati nordcoreani, i primi.
I primi soldati nordcoreani pare che per un mese siano rimasti paralizzati e non utilizzati perché avevano scoperto i siti porno sul web.
E questo ha praticamente messo in crisi intere generazioni di soldati nordcoreani che non erano abituati a un diciamo.
Ah, alla alle mode occidentali, mettiamole così immagini, erano stati un po', non parlavano in russo, avevano indicazioni d'uso, un po'scoprono il il mondo del porno capirai.
Repubblica, mandiamo, facciamo il giro e poi chiudiamo, sono stato io a sparare, il 25 aprile ha fermato l'aggressore della coppia ampi a Roma.
Il primo sia Roma Capitale, scontro fra Meloni e Pd ve lo accennavo con un'intervista a Claudio Mancini.
Uguale carte rubinetti, ecco il perché dell'adozione.
Ripeto, è molto bella questa intervista di Rossana Gabriele.
Provo pena, non Ira, gli direi studia e impara l'ascolta, questa questa lampi che.
Che ci piace vedere.
Fra gli ebrei italiani lo racconta Francesco BEI cresce la preoccupazione Gad Lerner, da tempo denunciamo una degenerazione squadristica Anna Foa, da quando è uscito il mio libro su Israele, sono stata insultata Emanuele Fiano di.
L'episodio di Roma è indice di una patologia, non so quanto individuale a Milano, Walcher Meghnagi respinge però ogni accusa, sono sciocchezze, non abbiamo mai avuto bande armate.
La stampa, l'Unione Europea, guerra, costi insostenibili, Minetti buchi dell'adozione tutte le accuse dell'Uruguay.
L'avvenire i frutti dell'odio e questa forse è il titolo del giorno, insieme alla foto di di Trump con con il mitragliatore.
I frutti dell'odio fermato un 20enne per gli spari del 25 aprile sui militanti ampi e della comunità ebraica che si dissociano shock a Londra per un'aggressione antisemita, due persone.
Ferita con un coltello, mentre c'è un'intervista Davide Assael, filosofo italiano di origine ebraica, stiamo cedendo alla propaganda nessuna giustificazione per la condotta del ragazzo ebreo di Roma contro i militanti dell'Anpi, né per il doppio accoltellamento di Londra alla politica dica una parola ferma contro la violenza dice Davide Assael perché è uno di quelli che vanno,
Ascoltati e letti.
Andiamo a vedere un momento.
C'è da segnalare anche.
Una meta nel mirino dell'Unione Europea allo dall'Avvenire il 10 12% degli under 13 su Istagram mettono non fa abbastanza per impedire che i minori di 12 anni utilizzino Facebook e Instagram dopo un'indagine durata due anni, mentre si intensifica il pressing dei governi per la fissazione di un'età minima per accedere ai social, la Commissione europea ha rilevato che il colosso viola la normativa dell'Unione europea a tutela dei minori on line. La contestazione preliminare delle violazioni non porta con sé conseguenze punitive immediate per la società di Zuckerberg. Adesso la possibilità, a però di rispondere alle accuse e proporre misure correttive per evitare una sanzione che può arrivare fino al 6% del fatturato. Insomma, è da tenerla d'occhio. Questa notizia, segnalata dal dall'Avvenire l'Osservatore Romano, dedica l'apertura al viaggio in Africa di Leone, decimo quarto all'udienza generale Leone. Decimo quarto ripercorre le tappe del recente viaggio postali con Algeria, Cameron, Angola e Guinea Equatoriale,
Dolore e preoccupazione per le violenze in Colombia, con l'appello a scegliere la via della pace, Sole, ventiquattr'ore, concordato il rinvio al 31 ottobre concordato preventivo 2026 27 riscrive il calendario.
La scadenza per l'adesione slitta di un mese al 31 ottobre.
La Corte di Cassazione dice il sole che dichiara che le indagini bancarie sono legittime solo se l'autorizzazione allegata al fascicolo.
C'è la foto è quella delle di una spiaggia con ombrelloni e lettini chiusi balneari, fallisce il blitz della Lega per prorogare le concessioni nelle aree colpite dal maltempo.
Anche il sole offensiva europea contro Meda inefficaci, i controlli sull'età.
Se andiamo a vedere gli altri giornali e dobbiamo andare un po'in chiusura, anche perché fra un po'saranno le 9 e cioè il collegamento, il dubbio caso Minetti su tutta la verità sull'adozione del bambino e i genitori non si sarebbero mai presentati al minore, avrebbe espresso la sua volontà complottismi, Paolo Delgado, il teorema sgangherato di Travaglio contro il Colle.
Si parla di silenzio, i mugugni, la nuova calciopoli, divi della procura e Rocchi non parla.
Qui siamo calciopoli, perché da un lato c'è arbitro popoli, e dall'altra c'è l'inchiesta milanese imbarazzante perché ha dei risvolti facilmente prevedibili sulle serate dei calciatori a base di cibo, fanciulle, eccetera.
Eh no, quella non la trovi sui giornali, e questo, secondo me, è un caso abbastanza singolare.
Eh.
Oddio, non è una novità, perché se vi ricordate.
La vita di Maradona calciatore a Napoli, a conosciuta sotto gli occhi di tutti, e tutti lo sapevano e forse avrebbero potuto dare una mano, ma i giornali non ne parlano.
L'unità a caso Minetti Travaglio scopre le carte, ve l'ho detto povero America e la foto del del presidente degli Stati Uniti, armato di fucile e.
Vicino un fucile semiautomatico che ha una storia non esattamente.
Positiva perché, appunto, è l'arma preferita di Lino, muri e sugli attentati nelle scuole e non solo americane, insomma, va be'.
Di Pio la Torre e vi ho detto, siamo sul Riformista ok il salario, è giusto che la faccia di Giorgia Meloni, il decreto Lavoro punta sulla contrattazione collettiva contro gli stipendi da fame, risultano Cgil, Cisl e UIL Cgil soddisfatto a metà,
Anche Stefano Giordano, sul Riformista, riprende il tema Ranucci Ranucci contro and go Nordio, sul caso Minetti, ma fa una figuraccia al dottor chiaro sgomento e fastidio degli ebrei romani, una mela marcia a proposito del 25 aprile 25 aprile, che non non solo è il peggiore ma anche il più lungo 25 aprile che io ricordi manifesto il veleno arrestato l'autore degli spari contro due militanti dell'Anpi a Roma il 25 aprile è un giovane della comunità ebraica che aveva armi in casa,
L'accusa è tentato omicidio, indagini su una rete di violente e su una serie di aggressioni.
Adesso io lo dico con molto affetto al manifesto, però in una gli altri giornali hanno messo dei due accoltellati a Londra, l'avrei messo.
Il pezzo di commento e Gad Lerner ideologico ideologi violenti alimentano il fanatismo.
Il mattino e il pm, Chiara, uccisa da Sempio convocato dalla Procura per il delitto di Garlasco.
Il lavoro da fare per un patto migliore, Paolo Balduzzi.
Che anche sul Messaggero, e se il Messaggero il Mattino, la butta sul caso che la cronaca non si sbaglia mai sul caso dichiara.
Il Messaggero sugli spari a Roma ha preso l'autore, ma c'è una bella intervista sul Messaggero di Gianluca Perino, Victor Fadlun, che è il presidente della Comunità ebraica di Roma, gesto senza giustificazioni c'è un clima d'odio verso di noi e vi dicevo sul domani,
C'è da segnalare.
A proposito delle elezioni, palude legge elettorale, la destra fra sviste sospetti e da Giulia Merlo, a raccontare questa situazione, il dubbio serpeggia fra i parlamentari di maggioranza che privatamente ammettono.
Che il testo abbia qualche passaggio di dubbia costituzionalità.
Chiudiamo un tempo il giorno degli sciacalli.
Con le foto di Bonelli Salis, Gad Lerner.
Libero Pallini e Pallesi, chi specula sulla violenza di Roma, Mario Sechi, dice con i gommini, è tentato, mi dice, omicidio con il martello o no, la verità, il potere della grazia è nostro parola di Mattarella, il titolo e qui siamo sempre lì a sparare sull'ampia è stato un ragazzo ebreo, dice la verità, il Fatto Quotidiano Minetti smentita, ecco la sentenza, la prova dell'Uruguay mentre Travaglio risponde, ci hanno sgamati sulla vicenda che lo chiama in causa sul
Sul gioco di specchi della vicenda del caso Minetti, dell'affaire Minetti, come chiamano i giornali di oggi, siamo pronti.
Cedo la linea grazie a tutti, ci sentiamo domani, 1 maggio.
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