L'intervista è stata registrata martedì 24 marzo 1987 alle ore 00:00.
Nel corso dell'intervista sono stati trattati i seguenti temi: Corte Costituzionale, Informazione, Rai.
La registrazione audio ha una durata di 35 minuti.
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9:30 - Roma
9:45 - Firenze
avvocato
avvocato
Udienza pubblica della Corte Costituzionale per discutere in sostanza della tesi posta dall'ordinanza del sei novembre mille novecentottantadue
Del Pretore di Roma ordinanza di rimessione che ha sollevato la questione di legittimità costituzionale in relazione agli articoli quattro SI della legge del quattordici aprile mille novecentosettantacinque numero centotré contenente nuovo e norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva in primo piano il problema dell'accesso ai programmi radiotelevisivi nel nostro Paese come gli ascoltatori già sanno il mezzo radiotelevisivo è gestito in regime di monopolio la corte dovrà decidere se l'accesso è un diritto e quindi se è possibile rivolgersi alla magistratura per farlo rispettare cosa che secondo l'attuale normativa e in esce preclusa dall'intervento della Commissione di vigilanza organo di sovranità parlamentare le cui decisioni non sono sindacabili in sede giurisdizionale
Si è riscontrato un contrasto tra gli articoli quattro e sei della legge del mille novecentosettantacinque quando è una precedente sentenza della Corte stessa la sentenza numero duecentoventicinque le settanta qua altro che fissò come condizione richiesta per la legittimità dell'esercizio del monopolio radiotelevisivo l'accesso come diritto a tutte le organizzazioni rappresentative sul piano politico religioso e culturale
Si è riscontrato inoltre un'incompatibilità degli articoli della legge citata con gli articoli ventuno quarantatré ventiquattro centodue della Costituzione questa la vicenda il pretore era stato adito con la richiesta di provvedimento tour senza ex articolo settecento del Codice di procedura civile dal Centro di iniziativa giuridica Piero Calamandrei e dalla lega per il disarmo unilaterale per ottenere che fosse disposte in via d'urgenza la trasmissione dei programmi che i ricorrenti avevano registrato e la cui diffusione era stata tuttavia negata per motivi inerenti al contenuto che a giudizio della sottocommissione per l'accesso comprendeva espressioni penalmente rilevanti successivamente il diniego era stato confermato dalla commissione rallentare di vigilanza in sede di ricorso per gli stessi motivi i due gruppi che a dire una il pretore con ricorsi separati che furono poi riuniti avevano quindi ottenuto l'accesso ma non la diffusione dei programmi in sede di controllo sul contenuto i resistenti cioè la RAI che la Commissione parlamentare di vigilanza sulle tele di fusioni avevano preliminarmente eccepito il difetto assoluto di giurisdizione ossia l'improponibilità della domanda sostenendo che la DC via del cosiddetto accesso al mezzo radiotelevisivo gestito in regime di monopolio attuata a seguito della sentenza numero duecentoventicinque del settantaquattro della corte sottrae al sindacato di qualsiasi giudice le determinazioni di competenti organi in materia
In particolare avevano rilevato che l'articolo sei dell'impugnata leggere settantacinque prevede ricorso prevede contro le determinazioni della sottocommissione parlamentare per l'accesso il solo ricorso alla commissione parlamentare di sa le cui decisioni sono insindacabili dalla magistratura il pretore ha osservato che tale prospettazione che appare la più aderente al testo normativo se accorta comporterebbe il rifiuto della tutela d'urgenza per improponibilità ASS soluto della domanda in soldoni si tratta di chiarire se esiste o meno un diritto soggettivo di accesso garantito a livello costituzionale come espressione di esigenze che derivano dall'articolo ventuno dalla Costituzione sulla libertà di manifestazione del pensiero politico religioso e culturale la RAI e la Commissione di vigilanza hanno obiettato che è stata proprio la sentenza numero duecentoventicinque del settantaquattro della corte costituzionale ad indicare esplicitamente il Parlamento in quanto istituzionale rappresentante della collettività nazionale quale controllore del servizio radiotelevisivo pubblico dell'udienza proponiamo agli ascoltatori le argomentazioni sostenute dal professor Claudio Chiola
Legale rappresentante del centro Piero Calamandrei e della lega per il disarmo unilaterale è dal professor Alessandro Pace legale rappresentante della RAI
Dunque l'ordinanza è complessa i turni sono molteplici anche se sono strettamente collegati fra di loro in quanto confluiscono in un problema di fondo che è un problema di giurisdizione
In realtà pongono due temi distinti da una parte la legittimità o meno dell'accesso così come viene disciplinata dalla legge centotré
L'accesso che viene messo in derivazione diretta dall'articolo ventuno accesso che avrebbe sacrificato dall'attribuzione di una dalla sottoposti sottoposizione questo accesso a gestione parlamentare secondo tema e invece quello che riguarda la legittimità dell'istituzione della commissione parlamentare come giù dice speciale nei confronti dei ricorsi che venissero sollevati nei confronti della sotto commissione per l'accesso la difese le difese avversarie mi pare si siano tatticamente limitate a concentrare la loro attenzione sul primo profilo soltanto essenzialmente sul piano della rilevanza della irrilevanza della questione sostengono infatti che nel giudizio principale si discuteva della non già dell'ammissibilità all'accesso di un gruppo bensì delle censure svolte sulla trasmissione già ammessa
Il pretore pertanto nel sollevare la questione non avrebbe potuto coinvolgere oltre all'articolo sei anche all'articolo quattro della legge centotré che invece disciplina l'accesso al mezzo radiotelevisivo
La tesi avversaria presuppone a mio avviso una separazione netta fra le due fasi l'accesso e la trasmissione successiva
Già questa separazione potrebbe essere di dubbia attendibilità una volta messo l'accesso la trasmissione autogestita e quindi potrebbe non tollerare ulteriori controlli da parte dell'organo parlamentare
Comunque giuridicamente la separazione fra queste due fasi per lo meno in chiave di rilevanza sotto il profilo della giurisdizione non mi sembra accettabile
Faccio un esempio se l'accesso venisse inteso qualificato giuridicamente come interesse di fatto o anche come interesse legittimo
Non è che con l'ammissione automaticamente sì realizzerebbe un diritto pieno diritto soggettivo della cedente
Molto probabilmente il rapporto fra concedente e concessionario rimarrebbe un rapporto di interesse legittimo gestito dal giudice amministrativo
Quindi ha fatto bene anche sotto questo profilo giudice a quo a coinvolgerà nella questione l'articolo quattro della legge centotré in quanto si tratta appunto di stabilire se spettava o meno a giurisdizione competenza al giudice ordinario oppure no
Ma dove la rilevanza del coinvolgimento dell'articolo quattro che viene censurata diciamo dalla difesa avversaria è addirittura manifesta il proprio sotto il secondo profilo secondo profilo con il quale si censura la legittimità dell'istituzione di un giudice speciale domestico
è una previsione esplicita proprio nell'articolo quattro della legge centotré oltre a essere manifestamente rilevante quindi la il coinvolgimento dell'articolo quattro è anche mi sembra manifestamente illegittima questa previsione se la commissione parlamentare dovesse ritenersi un giudice speciale
Avremo un contrasto evidente con l'articolo centodue
E trattandosi dell'istituzione attraverso una legge ordinaria caduto lo schermo dei regolamenti parlamentari sì potremmo addirittura para parafrasare a vostra sentenza la numero centocinquantaquattro ottantacinque ritenere ampiamente violate qualunque garanzie di difesa
E di imparzialità si tratta infatti di attribuire un il giudizio ad un giudice politico giudice contenute parte diciamo in quanto la sottocommissione non è nient'altro che una derivazione delle commissioni parlamentari
Spendo soltanto ancora due parole su altre censure di inammissibilità che sono state mosse dalla difesa della Rai
Una prima censura riguarda la inammissibilità nella questione
Perché il l'attore nel giudizio principale anche se la questione venisse accolta non avrebbe mai potuto ottenere l'accoglimento della sua domanda
è una questione di merito mentre che presuppone risolta la questione di giurisdizione sulla quale invece qui si discute
Ed è una questione ieri indifferente se vogliamo sul piano della rilevanza perché notorio che la sorte del giudizio principale è del tutto indifferente sul piano diciamo nella rilevanza
è probabile che la difesa avversaria abbia cercato di introdurre questo elemento di merito per screditare diciamo l'occasione nella quale è sorta la questione di legittimità costituzionale
Sostenendo appunto che il Righi ricorrente avrebbero violato in maniera palese i limiti posti alla trasmissione dall'accesso previsti dall'articolo sei della legge centotré limiti che sarebbero in perfetta sintonia con i principi costituzionali sui limiti
Ah punibili alle libertà garantite dall'articolo ventuno
Mi permetto di appunto di sollevare un dubbio benché sia una questione in questa sede è rilevante perché attiene al merito non sarei così tranquillo nel ritenere la perfetta coincidenza fra i limiti previsti articolo sei i principi in tema di limiti ulteriori previste articolo ventuno in quanto il limite della lealtà e correttezza del dialogo democratico a mio avviso mal si concilia con i principi costituzionali interne di limiti alla libertà di pensiero
Infine una l'ulteriore censure di inammissibilità con la quale si dice l'accoglimento della questione sarebbe comunque irrilevante renderebbe la questione stessi Ramis sibila perché annullando la disciplina sull'accesso si vanificherebbe la stessa garanzia l'accesso che si troverebbe completamente sguarnito di ogni tutela
La tesi mi sembra eccessiva perché qui viene censurata la gestione parlamentare d'accesso
Resterebbero metterà l'accesso e qualora venisse eliminata e venisse riconfermato il diritto pieno all'accesso potrebbe trovare caduto lo schermo appunto parlamentare potrebbe trovare una sua diretta azionabilità
Nei confronti diretti della concessionaria del pubblico servizio
Professor Claudio Chiola legale rappresentante del centro Piero Calamandrei e della lega per il disarmo unilaterale ascoltiamo adesso il professor Alessandro Pace legale rappresentante della Rai
La questione sollevata dalla Pretore di Roma inammissibile
Inammissibile sotto notevolissimo
Pluralità di prospettive
In primo luogo nella specie e i ricorrenti non non ricordato
Nella specie non era stato negato l'accesso né all'uno né all'altro dei gruppi che ne avevano fatto richiesta la conseguenza perciò che in questa sede non si può discutere
Della legittimità delle norme che disciplinano l'accesso alle trasmissioni del servizio pubblico l'accesso nella prima fase cioè la disciplina relativa al mondo come
Si può
Trasmettere esprimere attraverso il servizio pubblico il proprio pensiero
Resterà semmai e questo lo dirò fra un poco da delimitare la questione
Sottoposta alla vostra attenzione quindi primo non era stato negato l'accesso c'era stato anzi positivo provvedimento di ammissione secondo la decisione della sottocommissione parlamentare
Era era stata nel senso che il programma non potesse essere diffuso in quanto si basava su quanto aveva presente che la trasmissione il testo registrato conteneva una pluralità di fattispecie criminose o istigazione al reato oppure diffamazione
Ciò è tanto vero che la sottocommissione aveva provveduto a indicare i rappresentanti dei gruppi
Pregandoli di espungere dal testo dattiloscritto le espressioni ingiuriose o criminosa per il resto potendo essere irradiato termico non si può nemmeno discutere
In questa sede della legittimità delle norme di legge che attribuiscono un potere di controllo sul contenuto della trasmissione alla commissione parlamentare alla Rai o almeno non se ne può discutere in questa sede
Ipotizzando che nella specie ci fosse stata una censura ideologica perché censura ideologica non ce ne fu
Mi si può obiettare ma si contesta con ciò anche la possibilità
Che ci sia un potere di controllo
Il potere di controllo come tale non è annegato nel nostro ordinamento nei confronti di nessuno mezzo di manifestazione del pensiero nei confronti della stessa libera stampa fatta oggetto di privilegiata attenzione dalla Costituzione come Etò la Corte costituzionale ebbene nei confronti della stessa stampa esistono dei poteri di controllo interno
I quali hanno riconosciuto la sanzione di conformità alla Costituzione più volte da contestare corti il fatto che esista una libertà di manifestazione del pensiero non non nega che esistano limiti alla manifestazione del pensiero e l'impresa editrice l'impresa editoriale l'impresa giornalistica di fronte ad una ferma azione del giornalista uno scritto di un giornalista o di un qualcuno che scriva una lettera al Corriere e in cui al giornale in cui si vuol manifestare un proprio
Opinione che non coinvolge la responsabilità della testata ebbene anche nei confronti di quelle affermazioni lo riconosce la Cassazione con una consolida altissima giurisprudenza ebbene anche nei confronti di quelle pre sì ogni qualora fossero diffuse il direttore del giornale sarebbe chiamato a rispondere quindi davanti al giudice penale
Ecco la ragione per cui ancor prima delle modifiche regolamentari si era ritenuto da in dottrina dal Santoro
Uno studioso prematuramente compare scomparsa si era ritenuto che forse è necessario l'intervento prima della direttore del della struttura radiofonica e poi della RAI perché accertasse il contenuto del messaggio per vedere che cosa si sarebbe andato a diffondere
Dice quindi ecco una una una sentenza della Corte
Cassazione dice questo appunto la responsabilità del direttore di un periodico per reato di diffamazione a mezzo stampa trova il suo fondamento nella posizione di preminenza che si estrinseca anca nell'obbligo di controllo nel potere di censura hanno facoltà di sostituzione
Di censura in questo senso atecnico perché è stato considerato tecnico proprio da questa Corte dice autocensura interno in due sentenze la Corte uno a proposito degli edicolanti un'alta proprio a proposito struttura giornalistica perciò so che quando si parla di censura in Costituzione si parla di un potere pubblico esterno che interviene pesantemente ora noi qui abbiamo a che fare con una disciplina dell'accesso che disciplina parlamentare Abete mutuo poiché la corte che ha voluto la parlamentarizzazione della CEI sono il sistema di controllo della sottocommissione parlamentare è strutturale all'apertura che allora si volle al Parlamento del servizio pubblico quindi così come la Cassazione ammette questo potere di autocensura e analogo questo potere di autocensura se vogliamo chiamarlo non è un potere esterno è un potere interno al sistema
Che nella specie veniva esercitato per evitare la diffusione di reati
Terzo luogo
Qualora il pretore avesse
O avesse avuto il potere di ordinare alla RAI o la Commissione parlamentare di diffondere quel dato programma ebbene il pretore avrebbe potuto farlo
Stante il contenuto di quel programma
Questa è una domanda che legittimamente ci dobbiamo porre nelle sale della rilevanza della questione il collega che ora abilmente ha detto bisogna tenere presente l'autonomia del processo
Di legittimità costituzionale ma certo una cosa e l'autonomia di questo processo non sul quale non incidono il le vicende che attengono al giudizio a quo il
La il il processo principale può estinguersi possono morire tutte quante le parti o altro e nonostante ciò il questioni di costituzionalità resta in piedi maestro dall'autonomia del processo è la rilevanza della questione di costituzionalità che che il legislatore costituente lo la legge uno del quarantotto Volley proprio per rendere concrete le le discussioni e non astratte gonfiate come l'ordinanza che qui è stata sottoposta la vostra attenzione
Evidentemente no si deve rispondere a quella domanda se il giudice un giudice della Repubblica
Avrebbe potuto mandare in onda un programma contenente istigazione al reato cioè istigazione a non pagare le imposte per la la quota corrispondente a quanto devo
Ha stabilito nel bilancio per le spese militari in un caso e nell'altro caso per ciò che riguarda il centro Calamandrei una sfilza di parolacce di ingiurie a persone a singole persone
Il quarto punto ammettiamo pure che a queste prime tre censure di inammissibilità si possa rispondere negativamente sorge allora un altro quesito
Che a cavallo tra l'inammissibilità il meglio
Ebbene
Ammettiamo pure che la corte di chiare l'incostituzionalità degli articoli quattro e sei della legge centosei
Quindi Ulisse
A questo punto sorge il problema della situazione soggettiva se esiste una situazione soggettiva
Interesse legittimo oppure interesse semplice interesse di fatto situazione parlamentare mente protetta
Sono diciamo così le posizioni residue le posizioni forti sono solo due diritto soggettivo interesse legittimo però dobbiamo sceverare già per una evitare la confusione nella quale caduta gran parte della dottrina
Interesse legittimo l'interesse legittimo non si può parlare in confronto all'accesso
Perché ne sappiamo per consolidati sì ma giurisprudenza della Suprema Corte che l'interesse legittimo nel nostro ordinamento può
Essere predicato soltanto nei confronti di un corpo amministrativo delibera anche di un'autorità amministrativa
Quindi non possiamo pensare interessi legittimi soltanto nei confronti di poteri oggettivamente amministrativi nella specie legislatore ha configurato
Il potere contrapposto come un potere parlamentare non amministrativo quindi la tesi dell'interesse legittimo e destituita di fondamento restano le altre due tesi
Diritto soggettivo o interesse legittimo ora diritto soggettivo in questa sede viene invocato il diritto soggettivo
Ma anche ieri un giornalista che mi ha telefonato per essere
Per sapere qualche cosa su questa questione giornalisti
La chiesto
Con gli stessi termini dalla stessa ordinanza
Come vede professore la questione posta alla luce della sentenza duecentoventicinque del settantaquattro
L'ordinanza pone la questione in questi termini cioè come se la duecentoventicinque del settantaquattro fosse una in un atto normativo ora noi abbiamo questo Joseph abbiamo tutto il rispettato ma con
L'iterazione per la corte ma la stessa corte proprio per garantirsi spazi di libertà ha sempre rifiutato un ruolo normativo le sentenze le stesse sentenze additive come fu illustre mente detta da un
Da un grande maestro si muovono a regime pubblica si muove mono nelle rime obbligate della Costituzione la corte per quanto possa creare crea sempre interpretando alla duecentoventicinque del settantaquattro andiamocelo a vedere se può aver detto effettivamente questo che ill accesso è un diritto soggettivo come mai avrebbe potuto la Corte predicare una simile assurdità
Se la stessa corte nell'apertura del suo e Longo interna al suo del punto ha detto la corte anche qui ribadendo argomenti già svolti nella ricordata decisione numero cinquantanove del sessanta rileva che se quel monopolio non venisse disposto non perciò riuscirebbe ad avere attuazione il diritto di tutti di manifestare liberamente il proprio pensiero con ogni mezzo di diffusione a parte la considerazione che si è fatto di
Fitto non comprende anche quello di disporre di tutti i possibili mezzi eccetera eccetera Lacorte in apertura della del proprio della propria per Luca parte da questo punto di vista anch'però è il diritto di manifestazione del pensiero altro è il diritto al mezzo il diritto all'utilizzazione del mezzo il diritto del
Utilizzazione del mezzo e qui era stato detto una cinquantanove sessanta l'aveva detto nella centocinque della Centro cinque del settantadue o da centodue a settantacinque una su questo merito
E l'ha ripetuto poi con le sentenze più recenti centoquarantotto da ottantuno eccetera
Il singolo non nel nostro ordinamento un diritto soggettivo almeno ma se voi se noi riflettiamo il delitto il singolo un diritto soggettivo nemmeno al mezzo chiamato pezzo di carta
Eppure la Costituzione dice che tutti abbiamo il diritto di manifestare liberamente il pensiero con la parola e con lo scritto ma se io non ho una disponibilità della carta in quel determinato momento storico io devo procurarmi hanno devo fare avere una disponibilità giuridica e quindi devo avere qualcheduno che mi venda un foglio di carta
Quindi il diritto la situazione diritto al mezzo è una situazione a sé stante che è ancora più macroscopicamente rilevare
Quando qui si tratta di una disciplina anche su indicazione di codesta Corte il
Legislatore a
Strutturato
Parlamentari spiccano
Voglio cioè di che e questo specie lentissimo relatore la ricordata dallo ricordato anche la difesa avversaria bisogna distinguere due punti una cosa e il diritto al il cosiddetto diritto all'accesso
Che non lo sia perché non esiste nei concepibile giuridicamente un diritto soggettivo ad una struttura imprenditoriale
Perché il diritto soggettivo l'accesso in una struttura di informazione significherebbe né che tutti dovrebbero nello stesso momento avere la possibilità di accedere significa
In pratica in violino riconoscere quella nel negli effetti quella situazione che invece in astratto verrebbe ad essere afferma
Ma una cosa diversa
E quando l'accesso sia stato riconosciuto sia stato in concreto riconosciuto ci sia stato il provvedimento di ammissione all'accesso
E allora lì in presenza di questo proprio il provvedimento di ammissione soltanto in presenza di questo provvedimento di ammissione si potrà discutere della presenza di tutto giù
Io personalmente ritengo che ci sia diritto soggettivo ma il fatto che ci sia diritto soggettivo non implica che non ci debbano sussistere i limiti quei limiti di cui parlavamo
E in precedenza
E
Aggiungo
Che in questa configurazione dell'accesso che cosa viene ad essere viene a a costruirsi
Che proprio perché il legislatore
Ma identificato e questo permette un è un punto estremamente importante mi permetto di sottolineare
Il legislatore
Ha seguito le indicazioni di questa come di contestatori
E ha ritenuto di assegnare al Parlamento questo
Lo ha fatto perché come dicevamo prima nonna obbligata da una norma costituzionale
Perché se ci fosse stato questo diritto costituzionale previsto già in atti nella nella Costituzione la Corte Costituzionale quattrocentoventicinque settantaquattro non sarebbe uscita con questo invito al legislatore ma avrebbe dichiarato ipso fatto
In quel momento l'incostituzionalità delle compressioni che si determinavano al diritto soggettivo all'accesso invece la Corte costituzionale ha invitato il legislatore a dare una certa struttura di questa situazione giuridica soggetti
La tanta come Natale
Ma
Proprio perché non esiste a monte un diritto soggettivo cioè la situazione soggettiva e quella che configurata dal legislatore non esiste più olistica mente una certa situazione progetti
Noi non possiamo dire che violato l'articolo centouno perché c'è un giudice speciale perché cento uno giudice speciale numero possiamo invocare quando noi abbiamo già a che fare con un diritto sorge tv se qui si discute dell'esistenza del diritto soggettivo non convenire in considerazione il discorso sulla violazione della prescrizione sotto il sulla impossibilità retorica speciale
Prima bisogna dimostrare che esiste diritto soggettivo poi si può passare a discutere della violazione eventuale dell'articolo centouno ora
Seguì la stessa corte ci ha fatto capire cosa duecentoventicinque settantaquattro che non esiste un diritto soggettivo costituzionale all'accesso
E se il legislatore si è mosso sulle righe sulle indicazioni della Corte costituzionale l'ha fatto come ha fatto bene o male
Noi la posizione e soggettiva la possiamo individuare nella legge in quella che è la disciplina concreta no nelle aspirazioni nobilissima che tutti quanti potremmo avere
Ma allora qual è la conclusione di questo
Di questa questa parte del disco
E che esiste una disciplina parlamentare dell'accesso che portassi TM
Per cui una volta che venisse dichiarata l'incostituzionalità anche di una parte di questa disciplina Sempre nell'in quella in quella struttura rimarremo non possiamo andare a finire in una struttura alternativa come conclude prospettata dai colleghi della della difesa avversaria e cioè l'intervento del giudice ordinario perché la legge era tutta quanta mossa sua parlamentarizzazione
Come sarebbe la la la prima fase dell'accesso resta la Commissione nella seconda parte dell'anno Teresa non ci sta più nessuno cioè e questo era quello che volevo dire che forse non sono stato sufficientemente chiaro nella memoria quella disciplina stanca e cade otto tutto onnisciente ma se poi dichiarate incostituzionali dai tutta quanta la disciplina che cosa premono in Italia avremmo meno di quello che c'era prima perché il legislatore che ancora muoversi siano aspettano dal mille novecentosettantasei che faccio una legge sulla sull'emittenza privata i figurate quanti altri decenni aspetteremo per una legge che dia una nuova disciplina nell'accesso e i cittadini quindi avranno molto meno da questa vostra sentenza in quello che non abbiano attualmente
Ma allora la Corte costituzionale altre ipotesi
Qui la Corte costituzionale non dichiara non dichiara nell'incostituzionalità dell'articolo sei comma due nell'incostituzionalità dell'articolo quattro cioè della disciplina dell'accesso in senso stretto per moto dinamico ne dichiara l'incostituzionalità
Dei poteri di controllo
Ma allora che cosa fa a dichiarare l'incostituzionalità la corte di che cosa va a dichiarare cosa secondo il l'impostazione dell'ordinanza dovrebbe dichiarare l'incostituzionalità di quell'articolo
Del regolamento parlamentare
Che dice che qualora i programmi presentino caratteristiche che possono apparire non corrispondenti a quelle indicate nel sesto comma dell'articolo sei della legge quattordici aprile la concessionari informa immediatamente la sottocommissione la quale adotta entro la data fissata per la diffusione di esse le decisioni del caso
Ma qui che cosa dice qui c'è qualcosa che una qualsiasi impresa di opinione prevede ed era quello che ricordavo prima in questa affermazione cioè ove si voglia entrare nel merito
Cioè e non ci si fermi all'inammissibilità della questione nei confronti di un atto regolamentare come pure avete insegnato con la sentenza centocinquantaquattro dell'ottantacinque ma qualora sia dichiara Asquini ipotesi perché anche sotto questo profilo inammissibile quello dichiarasse l'incostituzionalità di questo articolo sei quale sarebbe la la conclusione
Cioè come dire scusatemi di che parte di questa di questo di questa formulazione letterale di quale parte questo dovesse dichiarare incostituzionale qui non si dice
Il l'autorità giudiziaria non può sindacare
Cioè e qui vengo alla conclusione
Ad avviso della difesa della RAI che ciò si distingue sommessamente la difesa dell'avvocatura
Adesso da questa della della corte della della della RAI
Questa questione o inammissibile
Per tutte vari motivi che ho illustrato oppure ed infondate perché bastava che il giudice avesse avuto un minimo più di coraggio
Il giudice
Per avrebbe potuto
Cioè che non lo vieta l'articolo sei della legge centotré chiacchiere l'ordine dall'articolo quattro della legge centotré cercheranno vieta i regolamenti a parlamentare avrebbe potuto benissimo
Controllare il contenuto delle trasmissioni e li spinge cioè questo
L'eccellentissimo relatore dice appunto certo cioè qui ere il problema qua non non
C'è il
Problema che è stato posto dal pretore diverso da questo io qui sto Loris lo storico riducendo in una dimensione di
Rilevanza per allora qui si è venuto può sottoporre alla Corte tutto l'intero
Istituto dell'accesso
Laddove interpretando l'anno colme di gente sarebbe potuto oppure di conoscere
Affermare la sindacabilità di quel determinato
Cioè io mi rendo conto che può osservare assurda la convergenza nella parte di merito tra una resistente a e i ricorrenti
Ma non lo è affatto quindi voi discutiamo di valori costituzionali
Questa è una questione manifestamente o manifestamente irrilevante oil manifestamente infondata
Non ci sono terza soluzione
Come avete appena ascoltato alla corte è stato chiesto di dichiarare infondato irrilevante la questione comunque la sentenza verrà immessa non prima di qualche settimana
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