L'intervista è stata registrata martedì 15 gennaio 1991 alle 00:00.
Nel corso dell'intervista sono stati trattati i seguenti temi: Golfo Persico, Guerra, Iraq, Kuwait, Medio Oriente, Pace, Partito Radicale, Pci, Psi.
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Alle nostro microfono il senatore Lucio Libertini vicepresidente del gruppo comunista a Palazzo Madama senatori Bertini il Partito comunista anche nella sua componente diciamo così di maggioranza sembra orientato a dire in no a qualunque azione di guerra a qualunque coinvolgimento dell'Italia ecco lei come giustifica questa posizione momento Marco male Paesi tradizionalmente alleati dell'Italia come gli Stati Uniti l'Inghilterra e la Francia potrebbero intervenire nel conflitto
Ma ci mancherebbe altro che un partito che ancora oggi ai suoi comunista cioè che si rifà agli ideali del socialismo del pacifismo posta associarsi a una decisione di guerra contro o un altro Paese contro l'Iraq nel momento in cui appare chiaro lo ha detto anche il Papa
Che la strada d'uscita scene il ritiro del Cova e te la contro za di pace la verità che se l'America aggredisce l'Iraq lo fa perché rifiuta la conferenza di pace cioè vuole il ritiro dal Cova e che questo è giusto ma non vuole l'indipendenza dei palestinesi quindi mi sembra questa posizione naturale
Piuttosto io sottolineerei che la posizione del Partito comunista non è ancora per noi della Rete Rifondazione Comunista adeguate
Perché è una contraddizione dire no alla guerra e mantenere e e dire che si debbono mantenere le navi di ieri nel Golfo infatti parlare di embargo fa ridere oggi il problema non è l'embargo oggi ormai preme la guerra quindi io Occhetto io trovo una contraddizione e noi speriamo che si sciolga perché il nostro Pisciotta dell'area della rifondazione comunista e che tutto il partito comunista non solo dica no alla guerra parole ma lo dica a quei fatti chiedendo il ritiro delle navi e velieri da un po'ecco quindi i Pettini scusi ancora su questo lei non riterrei
In alcun modo diciamo una sottrazione dell'Italia quelle che sono responsabilità inevitabili su di un piano internazionale e mondiale perché l'Italia diciamo ha contribuito all'elaborazione in sede delle nazioni in i tecnici dura dovrebbe in qualche modo permettere il rispetto dell'ultima risoluzione che chiede all'Iraq di abbandonare alcuni Tentorio quindici gennaio ma intanto vorrei dire che la risoluzione del Consiglio di sicurezza
Non dice che l'ONU fa la guerra al all'Iraq l'ONU non fa nessuna guerra consente l'uso Della forse una risoluzione che ne abbiamo criticato fin dal primo momento che del Consiglio di sicurezza non è unanime dei conti e sicurezza e non è mai stata fatta propria dall'Assemblea delle Nazioni Unite se si andasse la sua mediazione unite molti sarebbero contrari quello che abbiamo oggi non è il confronto tra l'ONU
E l'Iraq il confronto è tra militare tra l'America gli Stati Uniti d'America ed Iraq tanto è vero che per essere quelli al segretario cellulite fa la parte del mediatore
Quindi non ci sentiamo affatto vincolati a una decisione delle Nazioni Unite d'altro canto devo dire che per esempio la Germania non partecipa all'azione militare
E non solo ma c'è di più cosa che in Italia si sa poco una larga parte di deputati della partito sarebbe tedesco hanno la stessa nostra posizione vogliono anche che non siano nemmeno aiuti per la guerra in realtà oggi il momento contro la guerra è molto grande de perché tutti hanno capito che se Saddam è un tiranno feroce e se l'occupazione del Kuwait e legale altrettanto importante al Corpi Palestina diventi indipendente non si può mettere sullo stesso piano un emiro ricco estrae ricco con una scarsa base democratica e un popolo intero che Daniele Camassa indipendenza quindi non si capisce perché o meglio si capisce purtroppo
Un po'perché gli Stati Uniti non accettino la soluzione pacifica che ormai a portata di mano ecco libertini lei diceva cui
Sta guerra sarebbe evitabile se solo gli Stati Uniti accettassero la conferenza di pace che praticamente significa innanzitutto la restituzione dei territori occupati
Da Israele ecco ma a lei come dire non condanna fermamente il fatto che per porre una questione diciamo così giusta o corretta opportuna e un dittatore come Saddam abbia invaso un piccolo per
ESE e come il Kuwait certo che lo condanna fatti voglio che Saddam Risi ritira occupa l'obiettiva e farlo ritirare del Kuwait per questo obiettivo si persegue oggi Saddam è stato stretto da un isolamento internazionale con abbiamo contribuito a dire mi devo Reed nato a Cova et e usa strumentalmente la foglia di fico dalla Palestina però quella che persa da me una scusa io direi anche bieca per noi è un fatto vero per cui il momento in cui si apre la Conferenza di pace l'alibi di Saddam va per aria vi si ritira dal cupa e cioè e inoltre affrontiamo questo problema che prescinde da Saddam che di dipendenza dalla Palestina
Quindi non è non non facciamo confusione ne vogliamo che con lui si ritiri Saddam dal cupamente ma vogliamo affrontare la questione alla Palestina il dissidio con gli americani non è sul ritiro da occupare perché su questo tutto il mondo il rapporto riti dove gli americani che gli americani vogliano ritiro da occupare di Saddam ma non vogliono che Israele di via Indipendenza ai palestinesi questo il vero la vera questione controversa adesso diversi ne faccio un'ultima domanda poi l'accesso impegni
Ma questa notte è accaduto un fatto molto grave a Tunisi con l'uccisione della numero due dello eletti ecco questo attentato che naturalmente il nuovo che non naturalmente diciamo che ha riguardato anche altri due esponenti
Dello lp arriva nel momento nel quale l'Europa in particolare aveva chiesto ad Arafat di fare un passo nei confronti di Saddam ecco questo attualmente pregiudica a a una possibile trattativa possibile pressione di era fatta
Su Saddam lei chi interpretazione caldo possiamo dire Meda io così fiducia nella intuito politico dalla saggezza di Arafat che so che era fatto non sarà dissolto a questo episodio ne fanno dalla ricerca che già fatto che Arafat fa ad una soluzione pacifica che comporta il ritiro dell'Iraq Valcuha e che comporta l'indipendenza dalla Palestina
Ma anche sarà fatta resisterà questa orribile provocazione questa orribile provocazione provoca prova in realtà ciò di cui si tratta la vera questione e di capire se il ritiro del Cova e ti si scrive dentro un nuovo assetto del Medioriente così ritiro di Occupy te e puramente e semplicemente un atto della politica americana per affermare una maggiore forza americano in Medioriente ma io credo che dietro l'episodio di stanotte ci sono anche molte altre cose io considera Arafat prezioso perché oltretutto dobbiamo sapere che si si scatena la guerra e se la Palestina viene negato tale e se quindi era fatte viene messo con le spalle al muro dalla politica cieca degli Stati Uniti in tutto il Mediterraneo prevarranno le forze arabe ma fondamentaliste non avremmo più interlocutori rimetteranno diventerà permanentemente Home aree di guerra ecco perché io credo che l'Italia che dentro questo mare ha un interesse particolare evitare in ogni modo la guerra e per questo ribadisco bisogna dire no Alpa proposta dal governo di associarsi direttamente o indirettamente alla guerra ma bisogna ecco il punto che nel partito comunista è aperto
Che Occhetto detective con finalmente convenire Occhetto ha riconosciuto errori che ha fatto dei mesi scorsi deve riconoscere quest'altro errore che occorre non si può dire manteniamo le navi occorre ritirare navi a Ignazio salto di questi
A San
Giusti nelle il segretario del gruppo comunista a Palazzo Madama senso gestirli il segretario generale del suo partito Occhetto ha detto che ITC sarebbe contrario è contrario ad ogni azione
Di guerra che coinvolga il nostro Paese ci può spiegare meglio questa posizione nel momento in cui Stati Uniti Francia Inghilterra potrebbero scendere nel conflitto contro l'Iraq ma noi come
Come gruppo comunista definiremo il nostro atteggiamento
Attraverso delle riunioni che sono state già convocati la prima assemblea del gruppo è fissata per oggi pomeriggio pone faremo una altra probabilmente domani mattina subito dopo le comunicazioni del Presidente del consiglio
è ovvio che da parte di ciascuna forza politica in questo momento è forte l'esigenza di avere quanti più elementi di conoscenza e chi valuta azione possibile
Al momento la posizione di Occhetto va a me sembra essere posizione molto equilibrata molto saggia noi dobbiamo evitare re che l'Italia in questa fase
Attraverso adesioni affrettate o iniziative sbagliate
Dia il proprio consenso ad una soluzione di forza delle problema del Golfo cosa che per molti aspetti appare problematica dobbiamo invece cercare di lavorare non soltanto nella giornata di oggi o di domani ma anche nei prossimi giorni perché intanto non si passi all'azione militare perché vengano esperite tutte le ricerche possibili di una soluzione
Tenendo conto che ancora sono in atto tentativi importanti di mediazione a partire da quelli di alcuni paesi arabi anche se gli avvenimenti di Tunisi di questa notte gettano nuova Angol ah ho della Francia o o in sede ONU la soluzione pacifica e l'unico modo per uscire tra questa vicenda e noi come Comunisti italiani dobbiamo fare tutto il possibile perché si affermi quest'
La soluzione ecco gestirli il potente senatore Sun Moon che aveva votato contro i poteri ampio decide sulla guerra sulla pace al presidente Bush
Ha detto questo momento le scelte importanti bisogna stringersi tutti intorno al a presidente e con sarebbe una situazione grave quella che si determinerebbe se il trenta per cento circa del paese che voi rappresentate si dissociarsi e da un'azione militare lei dice bisogna perseguire la pace però ora indubbiamente ora quindici già in
Caio è più probabile l'altro scenario quello di guerra
Ma in questo momento mi sembra che sia più probabile però non è un destino ineluttabile che si va dalla guerra
Sempre diciamo in questo momento è riunito la direzione del nostro partito e quindi si sta facendo da parte nostra tutto necessario per avere quanti più elementi di valutazione possibile io mi permetto però di fare un'osservazione che d'altra parte si ricava anche dalla lettura dei giornali di questa mattina in America i sondaggi gli ultimi sondaggi di opinione danno il Paese spaccato a metà tra chi è favorevole e chi è contrario alla guerra l'America stesse molto inquieta per i possibili esiti della della crisi e quindi io non credo che si possa ragionare in termini di ora o di momenti supremi in nel rapporto ad una questione così grande decidendo quindi di andare all'attacco la questione di fondo che è stata posta d'altra parte anche dal Papa è quella della pace e della irreversibilità della guerra in questo senso si dovesse essere né ci salario che anche da parte americana in qualche modo si cerchi di acquisire ulteriore tempo a me sembra che questo sia un fatto un fatto positivo comunque da incoraggiare soprattutto nelle sedi internazionale per evitare appunto che si passi alla guerra vera e propria ecco Ansatone rimango trenta secondi e che per questo nastro io vorrei chiederle
L'area che si chiama Rifondazione comunista chiede anche ritiro batte le navi e degli aerei dei Tornado presenti nel Golfo non ci sarà un'altra divisione all'interno del gruppo comunista molto il voto ma io spero che questo problema non venga
Portata in termini di mozioni che venga invece affrontato in termini di unità per quello che riguarda i comunisti e soprattutto anche in termini di unità per tutto il parlamento italiano
Danza o i senatori libertini giusti negli del gruppo comunista ascoltiamo il presidente la Commissione lavoro di Palazzo Madama il socialista Gino Giugni
Per chi ha la mia età
Queste giornate che si collegano a un ricordo molto sinistro che è quello
Del mille novecentotrentanove però
Anche anche l'anno prima le giornate di Visibilia rispetto all'accordo di Monaco
Non vorrei però che uscissimo da questa vicenda con altra cordoli Monaco
Sono convinto che di fronte
Ad una posizione come quella assunta dal governo iracheno dal dittatore iracheno non ci sia altra via d'uscita che
La deterrenza
Poi quando
Non è che sia necessariamente dogmatici e e sperabilmente potrebbe anche non essere
Perché l'incognita che abbiamo sempre dinanzi e se questo giochi d'astuzia sul filo del rasoio e allora bisogna stare molto attenti a non cadere nella trappola perché poi dopo te che hai capito una volta che i cannoni sparano non li ferma più nessuno oppure se è talmente folle da tirarsi addosso la la potenza di fuoco degli Stati Uniti personalmente sono convinto che la guerra non durerebbe neanche tanto
E poi ecco un punto importante mi pare questo non dovremmo mai usare il termine guerra questa è un'azione di polizia internazionale sotto l'egida delle Nazioni Unite e che ha la sua giustificazione politica ed etica nella volontà delle Nazioni Unite quando si fa si oppone alla Italimpianti alla guerra l'idea della non violenza e si commette un errore di metodo perché sarebbe come dire che la polizia deve opporsi ai criminali
Con con la non violenza abbiamo è un caso di uso istituzionalizzato della violenza
Di per sé giustificabile speriamo che non lo
Presente molti osservatori sottolineano i delicati aspetti costituzionali che si potrebbero al nostro Paese nel caso di intervento armato e con lei che un noto giurista quale
E interpretazione da ma l'Italia si è sottoposta all'ordine internazionale
Che dell'articolo della Costituzione che prevede questo e in base al quale si sono varie volte interpretati anche norme esistenti nel nostro ordinamento
Ritenendo le le soubrette evento le incompatibili quindi applicabili qua in quanto in contrasto con le norme dell'ordinamento internazionale se prevale l'ordinamento internazionale e anche problema dell'uso dello strumento bellico deve essere visto nel contesto dell'ordinamento internazionale e ripeto qui non è l'Italia deve continuare a ripudiare la guerra qui la sottoposizione semmai e ad un'azione ti e polizia di polizia internazionale
Guerra l'altra cosa
La
Alla nostra microfono ex presidente del gruppo socialista e il senatore Fabio farle sa dove Fabio domani una seduta del Senato particolarmente dedicata come si concilia un possibile impegno militare dell'Italia con il la nostra Carta fondamentale nostra Costituzione
Si concilia perché l'Italia non dichiara una guerra resiste congiuntamente ad altri paesi a una guerra che ha scatenato il satrapo di Baghdad occupando il cui fai tre non c'è nessuna violazione dei della nostra carta costituzionale
C'è invece l'applicazione della normativa dello statuto dell'ONU che prevede appunto l'autodifesa collettiva le le democrazie il generale gli stati che è che sono nati dalla rivoluzione francese prevedono che la forza possa essere a disposizione delle diritto alla sosta figlio del diritto per ripristinare appunto l'ordine giuridico violato qui siamo di fronte a una comunità internazionale che ha un suo ordinamento questa comunità ha deciso di reagire a chi ha compiuto un atto di guerre di invasione per ottenere il ripristino della legalità internazionale che l'Italia decide di appoggiare questa azione questo intervento militare che rivolte non è un atto di guerra nel senso che i di iniziativa bellicoso nei confronti di qualcuno ma che è un atto di polizia internazionale come quando si arresta un brigante
E nessuno o andata ha da obiettare se si usa la forza per arrestare un brigante Saddam è un brigante internazionale Eliezer della Days di fin e secolo che dopo avere distrutto la minoranza interna dei curdi e dopo avere scatenato una guerra di otto anni contro l'Iran senza risultato adesso ha invaso un paese vicino e vuole
Diventare protagonista mondiale è un terrorista mondiale quindi non c'è nessuna violazione della Carta costituzionale
Ecco Presidente qui in Italia ci potremmo trovare una condizione assai singolare rispetto alle altre democrazie occidentali un tre tre per cento della presente della rappresentanza parlamentare potrebbe dissociarsi dalle scelte della maggioranza fatto particolarmente grave se il pc votasse contro
No io mi auguro che il PC non voti contro banche se vedo che non perde questa occasione per stare fuori dall'Europa perché vi altrove le democrazie europee sono sia pure con sfumature diverse allineate per sostenere la comunità interna la la scelta della comunità internazionale
Mi pare d'aver capito che i comunisti dopo avere invocato l'autorità dell'ONU adesso che l'ONU ha preso queste risoluzioni chiedo il ritiro delle navi
Francamente è una l'atteggiamento che non si riesce più tipica senta alcuni hanno sostenuto in questi giorni in queste settimane che se la comunità internazionale fosse stato d'accordo nell'accettare immediatamente una Conferenza di pace per il Medio Oriente forse non saremmo giunti a queste ore così drammatiche e l'ultimatum non ci sarebbe stato
Beh viene evocata in campo qui la questione palestinese H indubbiamente una questione che esiste che è sul tappeto e noi siamo sempre stati
Alto sensibili e molto attenti come siamo attenti per la verità anche alle preoccupazioni di chi invoca il bene supremo della pace non siamo pacifisti siamo presso i feriti sono anticamente per il grido fu guerra alla guerra ma ripeto non ci può essere una pace fondata sull'accettazione dei fatti compiuti allora se l'appeasement nei confronti di per non era un fatto grave dobbiamo valutare le cose per quelle che sono pace a qualsiasi costo io credo che nessuno sia
Guerra fondati all'interno era maggiorata siete le faccio un'ultima domanda qual è la sua interpretazione a caldo di quello che è accaduto stanotte a Tunisi con l'uccisione dio Boiardo in numero due dell'OLP questa è sicuramente un'operazione di tipo militare terroristico che non favorisce e quella pressione che poteva esserci da parte di Arafat nei confronti di Saddam
Ma non sono in grado di darne sull'interpretazione perché i fatti da me conosciuti sono quelli divulgati dai mass media e quindi non sono in grado di sapere che cosa è realmente accaduto un fatto molto grave e molto spiacevole
L'OLP in un momento difficile viene privata di alcuni dei suoi dirigenti più prestigiosi io francamente sono
Avendo sempre cercato di capire di assecondare gli sforzi di Arafat anche all'interno della sua organizzazione
Sono preoccupato perché Arafat questa volta si è spostato non so per quali ragioni interne troppo unilateralmente dalla parte di Saddam e tua difficoltà anche a svolgeva la funzione di mediatore Lou in un certo senso le chiavi della pazzia di avrebbe mano devo meglio potrebbe dare un contributo essi esorta asset il Saddam Hussein ad abbandonare a ritirarsi dal Waite richiedendo semplicemente la conferenza per sul Medio Oriente che dico che anche Israele avrebbe in un certo senso in parte in mano le chiavi del radar di ultima soluzione
Però per adesso avrà fatto su questo terreno ha taciuto è come su questo stesso sebbene aspetto Tati Israele
Al nostro microfono Lorenzo steak riversa senato del Gruppo federalista lotta ecologista in a queste ore alla vigilia del dibattito parlamentare sulla crisi nel Golfo sta maturando una iniziativa degli eletti radicali
C'è una mozione che viene sottoposta a a tutti i senatori a tutti i deputati ore chiedere a steak riversa Dini spiega ce ne il senso il contenuto
E questa è una mozione che e gli ascoltatori di radio radicale fosse già conoscono in parte perché riprende con qualche limitata modifica il testo di una mozione che Marco Pannella già di un'ipotesi di mozione che Marco Pannella già alcuni giorni fa aveva annunciato ha letto al a radio radicale
Questa mozione e parte dal rifiuto della
Alternativa secca fra la guerra militare
Come unico opzione possibile o invece di contro il cedimento al dittatore cioè noi non accettiamo lui radicali antimilitaristi da sempre
Lui non violenti non abbiamo mai accettato di confondere l'antimilitarismo frutto non violenza con la complicità con la violenza con l'aggressione con la guerra
Che in questo caso già ai iniziato il dittatore iracheno la iniziata l'otto agosto
Noi non accettiamo di tradurre la nostra non violenza in una resa alla violenza noi diciamo che il problema per conquistare pace è affermare il diritto LAN la pace nasce su o lo attraverso il diritto quindi in questo caso non c'è dubbio possibile la pace nasce solo dalla sconfitta dell'aggressione irachena la sconfitta della guerra che l'Iraq ha iniziato il tentativo estremo che noi
Proponiamo al Parlamento italiano e attraverso il Parlamento italiano se fosse accettato se fossi fosse ancora in tempo se ci sarà ancora in tempo ai governi e parlamenti del mondo e quello di sperimentare
Un ultimo un tentativo non ultimo a un primo perché purtroppo non è stato ancora percorsa questa strada il tentativo di una aggressione non violenta alla contro la l'aggressione irachena di una risposta non violenta
Prima che prima di passare all'ultimo estremo strumento delle armi militari
Noi appartenne questa in questa mozione che forse potrà essere opportuno magari frumento leggere interamente integralmente anche a Radio Radicale non la leggo non la leggo adesso io a partire dalla denuncia delle responsabilità
Ed è e dei crimini del governo iracheno a partire dal riconoscimento che l'azione del le deliberazioni dell'ONU e l'azione dei governi in primo luogo del Governo degli Stati Uniti
E quindi anche dei militari degli Stati Uniti hanno finora ottenuto il contenimento dell'aggressione irachena
E noi proponiamo in sostanza due iniziative l'epicentro della mozione sta su due punti il primo è quello dell'Anci aree immediatamente una enorme offensiva
Non violenta di dialogo non con il governo iracheno ma col popolo grazie noi proponiamo che Menzi ingenti o di tecnicamente a disposizione se lo si vuole vengano usati per inondare il l'Iraq la popolazione irachena di informazione
Di informazione destabilizzante le informazioni di verità su cui microstati crimini del governo iracheno in primo luogo contro il popolo iracheno contro il mondo sui pericoli che gravano sul popolo iracheno se la guerra che che l'Iraq ha iniziato nostra fermata
Cioè se l'Iraq non si ritirerà dalla non si ritirerà dalla dal Kuwait
Sulle proposte che possono essere fatte per risolvere
In libertà il riconoscimento dei diritti la questione le questioni del Golfo e accanto a questo noi proponiamo e lo diciamo intanto questa iniziativa da adottare immediatamente col massimo di energie per un periodo limitato
Prima di passare all'uso delle armi
Che significa dobbiamo dirlo
Che noi riconosciamo la legittimità perché questo è queste restrizioni in cui sta dando ci ha messo la legittimità del uso anche delle armi se nessun altro tentativo
Sarà senz'sul sedile il tentativo non violento non non andrà non andrà in porto accanto a questo noi proponiamo noi rilanciamo il tema della conferenza ma lo rilanciamo non nei termini di un confronto diplomatico per risolvere fra un un compromesso per trovare un compromesso fra violenze noi diciamo la conferenza sul Medioriente deve essere una conferenza che abbia come cardine
Come la Conferenza di Helsinki per l'Europa la sicurezza certamente la pace ma insieme quasi e direi al primo posto i diritti della persona perché se in tutti i paesi del Medioriente certe dei territori
Occupati ogni estate da Israele ma soprattutto nei paesi in cui i diritti dell'uomo sono sistematicamente e drammaticamente tragicamente violati in primo luogo l'Iraq ma la Siria ma gli altri Paesi l'Arabia Saudita stessa
E così se nei paesi in in in tutto il Medioriente si affermerà
Il riconoscimento dei diritti della persona allora questa è la chiave per su cui si ottiene pace e si deve tenere si può tenere sicurezze perdute o queste il cardine la proposta che noi lanciamo noi chiediamo che
Sia concepito e tentato questo estremo tentativo
In una logica di appunto ripeto non è quella del pacifismo complice del fascismo che diventa complici dentatura diventa complice della Q era peggiore ma che è il il il il costruire davvero pace con la non violenza con il dialogo a partire costi e dalla dalla costruzione del diritto ecco di non più di un minuto Lorenzo vorrei chiederti cosa accadrà domani se il Governo proporrà questa azione che viene definita non so se con nomi con un eufemismo o operazione di polizia internazionale senza accedere a a questa proposta e che i radicali fanno di una grande iniziativa non violenta quale potrà essere il voto degli eletti radicale ma io credo che e in questo momento non non sia ancora possibile sapere esattamente quale sarà nostro dovere non conosciamo ancora la situazione che avremo domani altro io credo esprimo la mia personale opinione altro sarà la situazione se i combattimenti non saranno ancora iniziati altro sarà la situazione se già saremo in una fase di nuova fase di guerra combattuta noi dovremo valutare che e credo che su questo come non mai la nostra
Siamo decisione collettiva e quindi la nostra disciplina di gruppo sarà decisione disciplina che nascerà dalle dall'interrogare ciascuno davvero fino in fondo la propria coscienza grazie ad un sospetto diversa
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