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Secondo Bruno Vespa esiste una «grande muraglia» che separa l'Italia di Silvio Berlusconi da quella delle sinistre.
Capire se e in che modo abbatterla è stato il tema del dibattito cui hanno preso parte il direttore dell'Ansa, Pierluigi Magnaschi ed il direttore del La Stampa, Marcello Sorgi.
L'occasione è la presentazione dell'ultimo libro del noto giornalista televisivo, alla quale è intervenuto anche il presidente del Consiglio.RIFORME - «Non riesco a sperare che si possa instaurare un dialogo normale con questa opposizione che ogni giorno svolge un'attività … mistificatrice».
Berlusconi manifesta tutto il suo pessimismo sulla possibilità di avviare un dialogo sulle riforme con l'opposizione.
«Ma si deve continuare a lavorare anche da soli, basandosi sulle proprie forze».MAGISTRATURA - «Ora dico con decisione che è necessaria la separazione delle carriere nella magistratura».
«Il fatto che D'Ambrosio, - osserva il premier - andato in pensione pochi giorni fa, abbia detto 'ora mi metto a fare politica' rappresenta la prova dello svolgimento politico di alcuni processi alla quale noi rispondiamo con strumenti democratici».FIAT - «Quello della Fiat è un grande problema verso il quale lo Stato non può rimanere inerte» - osserva il premier, sottolineando comunque di augurarsi «una soluzione che non preveda interventi dello Stato».
«Ho sentito un'idea all'interno del management Fiat di vendere Alfa Romeo, Lancia e Ferrari con un accordo con un'azienda straniera per fare un polo del lusso.
Ma avendo un nome come Alfa Romeo, avendo un nome come Ferrari, caso mai cancelliamo il nome Fiat, cambiamo anche con un restyling superficiale di tutti i modelli della Fiat e facciamo uscire un disegno dagli uffici della Ferrari di Modena e lanciamo nel mondo un nome prestigioso come quello della Ferrari e andiamo a vendere 50-100 mila auto Fiat in paesi che stanno chiedendo alla Fiat di aprire dei nuovi stabilimenti.
Io credo che ci sia tantissimo da fare.
Credo che se la Fiat avesse il management giusto potrebbe assolutamente superare un periodo di crisi passeggero e imporsi come italian style e portare in giro per il mondo quello che è uno degli asset principali della nostra industria, cosa che negli ultimi anni invece non è stata fatta».RAI - «Mi tengo lontanissimo dalla questione Rai.
La responsabilità spetta ai presidenti di Camera e Senato.
Ho persino timore di fare una telefonata, una telefonata di auguri», precisa il premier riferendosi al compleanno di oggi del presidente Pier Ferdinando Casini.
Capire se e in che modo abbatterla è stato il tema del dibattito cui hanno preso parte il direttore dell'Ansa, Pierluigi Magnaschi ed il direttore del La Stampa, Marcello Sorgi.
L'occasione è la presentazione dell'ultimo libro del noto giornalista televisivo, alla quale è intervenuto anche il presidente del Consiglio.RIFORME - «Non riesco a sperare che si possa instaurare un dialogo normale con questa opposizione che ogni giorno svolge un'attività … mistificatrice».
Berlusconi manifesta tutto il suo pessimismo sulla possibilità di avviare un dialogo sulle riforme con l'opposizione.
«Ma si deve continuare a lavorare anche da soli, basandosi sulle proprie forze».MAGISTRATURA - «Ora dico con decisione che è necessaria la separazione delle carriere nella magistratura».
«Il fatto che D'Ambrosio, - osserva il premier - andato in pensione pochi giorni fa, abbia detto 'ora mi metto a fare politica' rappresenta la prova dello svolgimento politico di alcuni processi alla quale noi rispondiamo con strumenti democratici».FIAT - «Quello della Fiat è un grande problema verso il quale lo Stato non può rimanere inerte» - osserva il premier, sottolineando comunque di augurarsi «una soluzione che non preveda interventi dello Stato».
«Ho sentito un'idea all'interno del management Fiat di vendere Alfa Romeo, Lancia e Ferrari con un accordo con un'azienda straniera per fare un polo del lusso.
Ma avendo un nome come Alfa Romeo, avendo un nome come Ferrari, caso mai cancelliamo il nome Fiat, cambiamo anche con un restyling superficiale di tutti i modelli della Fiat e facciamo uscire un disegno dagli uffici della Ferrari di Modena e lanciamo nel mondo un nome prestigioso come quello della Ferrari e andiamo a vendere 50-100 mila auto Fiat in paesi che stanno chiedendo alla Fiat di aprire dei nuovi stabilimenti.
Io credo che ci sia tantissimo da fare.
Credo che se la Fiat avesse il management giusto potrebbe assolutamente superare un periodo di crisi passeggero e imporsi come italian style e portare in giro per il mondo quello che è uno degli asset principali della nostra industria, cosa che negli ultimi anni invece non è stata fatta».RAI - «Mi tengo lontanissimo dalla questione Rai.
La responsabilità spetta ai presidenti di Camera e Senato.
Ho persino timore di fare una telefonata, una telefonata di auguri», precisa il premier riferendosi al compleanno di oggi del presidente Pier Ferdinando Casini.
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