Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cinema, Cultura, Etica, Eutanasia, Film, Istituzioni, Legge, Presidenza Della Repubblica, Sorrentino.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 3 minuti.
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Un saluto agli ascoltatori di radio radicale a proposito dell'ultimo film di Paolo Sorrentino dal titolo la grazia mi sembra invalsa l'interpretazione per cui è un film a sostegno della legalizzazione dell'eutanasia
In effetti il protagonista del racconto il Presidente della Repubblica Italiana dopo aver superato notevoli perplessità si convince a firmare quella legge
Tuttavia l'impianto del film e del tutto diverso da quello di un film attesi
Al centro della vicenda non c'è insomma il dibattito se sia giusta un nuovo quella legge
E infatti altri due provvedimenti di grazia nei confronti di due detenuti all'esame del presidente hanno nei film più o meno lo stesso peso della questione dell'eutanasia
Al centro del film c'è proprio invece la figura del Presidente il problema esistenziale che incarna
è un presidente che al momento di prendere una decisione avverte il peso della morale ma anche forse soprattutto dell'opinione pubblica nel condizionato tanto da esserne paralizzato
Più in generale si identifica con il proprio ruolo istituzionale con il decoro la solidità la ritualità che esso comporta
E questa ha scelto un'assunzione di responsabilità che dimostra senso del dovere ma allo stesso tempo le immagini del film suggeriscono che quel ruolo finisce per soffocare la personalità autentica dell'uomo
In termini pirandelliani la maschera si sovrappone al volto fino al punto che dei connotati di quest'ultimo sembra perdersi ogni traccia
Il percorso del protagonista andrà così in direzione del recupero della propria autenticità
Sentendosi gravemente devitalizzato opere in alcune salutari trasgressioni alle convenzioni imposte dal ruolo
La principale sarà forse quella di recarsi personalmente in un carcere per colloquiare faccia a faccia con un detenuto a cui dovrebbe concedere la grazia
Accoglierà con sollievo la fine del suo mandato e l'abbandono di quella specie di prigione che per lui il Quirinale per tornare al suo appartamento
La firma alla legge sull'eutanasia che sia lui che la figlia ritengono particolarmente coraggiosa giungerà quasi al termine vicari percorso
Che risolve il film più che attraverso le parole attraverso le immagini che come capita sempre dei film di Sorrentino sono l'aspetto più originale più fantasioso più espressivo del film
Talvolta è ricorso al grottesco come quando il Presidente i suoi collaboratori sono immobilizzati in un salone al cospetto di un cavallo agonizzante incapaci di decidersi a dargli il colpo di grazia
O a contrasti quasi espressionisti Cina come quando il volto del Presidente o meglio la maschera impassibile e scontenta a cui è ridotto
E messo a confronto con i segni della contemporaneità come una canzone rap o le cuffie per ascoltare la musica
Si può forse rimproverare a tale ritratto che a volte somiglia più una a una vignetta di gusto felliniano alla lunga una certa ripetitività
Ma di certo sostenuto dall'Interpol e De Toni Servillo con notevole finezza e con sottili variazioni espressive
Il film era stato presentato al Festival di Venezia dove il proprio Toni Servillo vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile si tratta di un film da vedere la grazia di Paulo Sorrentino un saluto da Gianfranco Fini comune
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