L'intervista è stata registrata giovedì 19 marzo 1987 alle ore 00:00.
Nel corso dell'intervista sono stati discussi i seguenti temi: Ambiente, Caccia, Enti Locali, Puglia, Referendum, Regioni.
La registrazione audio ha una durata di 13 minuti.
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9:00 - Senato della Repubblica
9:15 - Senato della Repubblica
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avvocato
Radio radicale come gli ascoltatori di radio radicale sanno Melappioni la scorsa le associazioni ambientaliste e il Partito radicale hanno proposto ai cittadini di firmare due referendum contro la caccia il primo e guardava la legge quadro nove sei otto del mille novecentosettantasette e il secondo l'articolo ottocentoquarantadue del Co dice civile entrambi i referendum sono stati dichiarati inammissibili lo scorso gennaio dalla Corte costituzionale che ha reiterato una decisione
Relativa sempre il referendum con contro la caccia di qualche anno fa
Le associazioni ambientaliste si muovono adesso in un'altra direzione è un po'in molte regioni d'Italia per esempio in Emilia Romagna e Lombardia hanno deciso di intraprendere la strada del referendum regionali siamo qui a Bari con l'avvocato Luigi Campanale responsabile regionale dalla Pro Natura e chiediamo avvocato Campanale dirci qual è la situazione in Puglia se anche qui in Puglia si deciso di parco la strada
Ferendo moda regionale contro la caccia
La situazione in Puglia credo che sia abbastanza simile a quella che esiste un po'in tutte le regioni italiane ed esiste in Italia
E ciò perché perché esiste un un malumore da parte della gente
Che giusto per essere chiari nel sessanta settanta per cento vuole o l'abrogazione della caccia o comunque la modifica che questo tipo e in maniera che andare a caccia e qui in tutte le regioni esiste il malcontento il mugugno o comunque la necessità di modificare uno stato di cose che la gente ritiene non accettabile
Le considerazioni da fare sono moltissime io ne faccio due che mi sembrano fondamentali una l'esigenza che poi il cittadino non sia un suddito cioè voglio dire se esiste una maggioranza in Italia di sette ter settanta per cento di italiani che vogliono modificare
Questa situazione di cose esistano un problema esiste un problema sostanziale di democrazia quel i cittadini bisogna dargli degli strumenti con cui far divenire queste volontari così diffuse almeno tutti i rilevamenti demoscopici danno questi risultati queste volontà diffuse dicevo fatti concreti per questo oltre che per la necessità di tutelare questo bene primario appieno la novecentosessantotto così lo chiama e un bene indisponibile dello Stato che la fa una per tutelare questo bene noi ci siamo posti noi associazioni ambientaliste noi associazioni protezioniste ci siamo posti il quesito come
Risolvere e come dare vispo sta alla gente che vuole modificare questo stato di cose
La risposta più immediata e quella di adoperare uno strumento di democrazia diretta perché previsto dagli Statuti regionali che è il referendum abrogativo delle leggi regionali che appunto sulla questione caccia individuano l'la maniera di andare a caccia e siccome questa maniera non ci piace con i referendum che vogliamo cercare di modificare questa situazione di fatto
Diminuire le specie cacciabili proibire certi modi di andare a caccia coloro come luce la Regione e comunque fare capite al cacciatore
Che non è il padrone di qualcosa che non le appartiene se non in quanto appartiene a tutti cioè voglio dire la Savona proprio perché lo dice la legge dello Stato atto non è un bene del cacciatore ma è un bene di tutti quanti M sembra invece che questo bene di tutti
Il cacciatore ritenga sia un bene proprio entra assoluto tante che
Nei fatti
Io il prossimo due aprile del mille novecentottantasette mi devo costituire parte civile assistendo
Come avvocato la LIPU e la Pro Natura e non procedimento penale a carico di due cose cacciatori i quali sono stati in tutta di furto che cosa in pratica si è verificato si è verificato che queste due persone sono state ti colti con le mani nel sacco è proprio il caso di dirlo perché andavano in giro con tre papere appena sparate e sparate dove e in una zona di riserva voglio dire e qui la riflessione viene spontanea nel momento in cui il cacciatore
Si sente tanto prope protetto da azzardarsi Adam andare a Cacciari in zone riservate questo significa che ci troviamo di fronte ad un dispregio assoluto di questo bene appunto che la fa una e questo stato di cose non può essere tollerato se è vero come è vero e su questo sono d'accordo settanta per cento ripeto il settanta per cento degli italiani io credo che sia una maggioranza enorme che forse soltanto in Italia si è avuto allorquando si è andata ai referendum sul divorzio credo che maggioranza e di questo tipo facciano cresce dell'Italia facciano crescere la democrazia in Italia come è stato in altri momenti storicamente or mai individuabili quale è stato appunto il momento del referendum sul divorzio e se qualcuno vuole impedire questo credo che la riflessione debba andare oltre solo la questione della caccia credo che ci sia altro da considerare sulla vicenda caccia e sulla sentenza della Corte costituzionale
Che Conte lei motivazioni a detta
Non voglio dire miglia che sono fra virgolette l'ultimo arrivato ma e Taddei
Maggiori rappresentanti del mondo giuridico e effettivamente visibile io ho letto la sentenza della Corte costituzionale sulle questioni che attengono alla caccia sulla questione che attiene per conseguenza le servitù rispetto alla caccia appunto l'articolo trecentoquarantotto a cui faceva riferimento Danilo Quinto e sono o sono sono risibili ma non lo dico io lo dicono i magistrati ai quali chiedo quotidianamente che cosa ne pensano su questa sentenza
Bene se questo è qualche motivo altro deve esserci
Se la Corte Costituzione sia rischia ad a vere
Un
Con settanta per cento di italiani che e in disaccordo con quello che dice ci sono su questo dell'interesse
Sì economici su cui forse dovremmo riflettere con più attenzione ecco proprio partendo dal fatto che la Corte costituzionale per la seconda volta ha dichiarato inammissibili
Il referendum contro la caccia come dicevamo
Regioni d'Italia si sta pensando di promuove referendum regionali per proporre referendum regionale ci vogliono cinquanta mila firme in Puglia
Le associazioni ambientaliste i gruppi politici come sono posti di fronte a questo problema come se lo pongono e che cosa hanno pensato di organizzare per esempio per il ventotto marzo si terrà una riunione per lanciare definitivamente la proposta del del referendum come appunto ci si organizza era
Per raccogliere queste sfide
Bene noi siamo
A questo momento soltanto con una volontà una volontà per così dire diffusa a raccogliere cinquanta mila firme
Tante quante te ne prevede lo Statuto regionale della Puglia in un arco di tempo di sei mesi questo prevede la legge istitutiva del il referendum è una volontà diffusa che stiamo cercando tutti concretizzare
Contattando evidentemente per prime le associazioni ambientaliste per prime le associazioni protezioniste per primi lì e col oggi 'sti in Generali e quindi liste diverti Partito Radicale ma tutti i partiti perché qui poi bisogna essere estremamente chiaro io non credo
Che possiamo su una questione di questo genere eliminare la possibilità foss'anche ad un iscritto al Movimento Sociale di venire a raccogliere le firme per abrogare un una legge che noi riteniamo non adeguata così come ritiene non adeguata l'iscritto al Movimento Sociale Italiano vero e invece che a fronte forse di una volontà di chi idealmente si scrive ad un partito
Vi è una volontà molto più tenace a non far raccogliere le firme perché è inutile nascondersi dietro un dito la questione caccia solleva delle profonde contraddizioni che esistono in cui ah sì tutti i partiti e voglio dire di più in molte organizzazione cosiddette ambientaliste protezioniste allora la difficoltà che noi stiamo trovando non è tanto quella sul
Le motivazioni che diamo per raccogliere le firme sul
Questione caccia perché indubbiamente chi dice di essere ecologista non può non essere d'accordo con proposte di questo genere le motivazioni sono un tantino più articolate direi quasi viziate si dice sempre ma siamo pochi si dice sempre ma sono cinquanta mila firme si dice sempre ci vogliono grosse spese economiche grossi investimenti
Per poter raccogliere cinquanta mila firme fatti questi tutti interi tutti i sacrosanti però ammesse embra che questi fatti siano quasi pretestuosi per non voler andare a raccogliere le firme se vado indietro nella mia memoria
Io ricordo che questi stessi sì argomenti sono sempre stati addotti allorquando abbiamo proposto qualsiasi tipo di raccolta difficile così come quando era per il divorzio sì il le difficoltà che venivano prospettate e che venivano poste in evidenza erano proprio quelle organizzative così come quando si andava a raccogliere firme contro il nucleare e qui in Puglia e in modo particolare abbiamo un'esperienza precedente di raccolta di firme su una vicenda sulla questione nucleare sull'installazione noi abbiamo ancora pendente davanti al Tribunale amministrativo regionale un ricorso su un raccolta di firme all'idea lo consultivo sulla questione nucleare e in quell'epoca si visse guardate che ci vogliono tante firme ci vogliono tanti soldini ci vuole tanta organizzazione e forse non siete in grado non siamo in grado di farlo
Di patto io sono convinto che l'laddove vi è una volontà precisa e determinata senza per questo voler essere velleitario e vi sono le condizioni ma quali condizioni le condizioni politiche quindi le condizione di poi police dis di di di di cittadino di città volontà di cittadino a voler operare per la raccolta delle firme quando vi sono queste condizioni io credo che guida ATI di organizzazione possono essere superati
Per tutti gli ascoltatori della zona di Bari quindi l'appuntamento è fissato per il ventotto marzo per tutti coloro che sono interessati al tema della caccia ripetiamo il ventotto marzo presso la sede la sede del circolo universitario Agilulfo in via Bocca pianola a Bari vecchia grazie a Luigi Campanale
Giovanni
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